Record dei record, Catania centra il 6 da 100 milioni

È il premio più alto mai vinto con un gioco: schedina acquistata in un quartiere popolare. A Milano il 5+1 porta a casa 3,7 milioni. Ora si riparte da 20 milioni

Preso, il «sei» più ricco del mondo: 100 milioni di euro, una cifra che forse per la prima volta sembra davvero «troppa». Ci sono voluti quasi sei mesi di tentativi, sistemi più o meno maxi, e soprattutto una dose infinita di fortuna per scardinare il forziere del Superenalotto.

Il nuovo Paperon de’ Paperoni, il megamilionario che su 623 milioni di combinazioni possibili ha azzeccato quella giusta e che da domani potrà «strafregarsene» di subprime, crisi mondiale della borsa, prezzi del petrolio alle stelle e via dicendo abita al Sud, in Sicilia, a Catania per la precisione. Ecco la combinazione vincente: 7 - 20 - 21 - 74 - 75 - 81. (Jolly: 33. Superstar: 10). Ancora non si sa, però, né di che tipo sia la schedina né soprattutto se il tagliando magico abbia trasformato in nababbo una o più persone. Il sindaco, Raffaele Stancanelli, già mette le mani avanti: «Sono soddisfatto per Catania e spero che rappresenti un segnale positivo per la città. Spero chi ha vinto, così come avviene in altri paesi, come negli Usa, senta il dovere morale di fare qualcosa per la comunità». Anche il proprietario della ricevitoria ora spera. «Non so chi ha vinto, ma spero tanto che si ricordi di noi», dice Domenico Giunta, 53 anni, proprietario dell’omonima tabaccheria Giunta di viale Mario Rapisardi, zona popolare della città. Fuori, nonostante il locale fosse chiuso, appena appresa la notizia si è scatenato un carosello di auto e moto strombazzanti, mentre la gente faceva la ressa in attesa che la tabaccheria aprisse per festeggiare. Anche la figlia Valeria, che lavora nel negozio col padre, non ha idea di chi possa essere il fortunato giocatore ma spiega che «la tabaccheria è in una zona di passaggio, abbiamo clientela fissa e anche tanta che passa di lì e gioca. Spero comunque che sia qualcuno di Catania».

E se ai piedi dell’Etna si parla di «miracolo», stavolta sorride anche Milano. Nel capoluogo lombardo è stato infatti realizzato un «5+1» da quasi quattro milioni d’euro. I tagliando è stato giocato nella Caffetteria 2000 in via Varesina 35, alla periferia nord della città, che appartiene da oltre 25 anni alla famiglia Scaringi, originaria di Trani (Bari): ora, con l’aiuto dei genitori Rita e Pasquale, la gestisce il figlio Domenico, detto Mimmo. «Siamo contenti - ha sottolineato Mimmo - certo potevamo avere un 6, ma bisogna essere generosi anche con gli altri... Comunque a noi non spetta nulla, semmai una mancia del giocatore».

È stata una vera e propria «febbre dell’oro» quella che da un mese a questa parte aveva contagiato italiani e non e che aveva spinto il Codacons, con tanto di esposti, a chiedere di sequestrare il montepremi o di spalmare il jackpot. «Il record raggiunto dal montepremi del Superenalotto sta provocando una pericolosissima febbre da gioco - spiegava l’altro giorno il presidente - con numerosi casi di cittadini che giocano tutti i propri risparmi, che si indebitano con gli usurai, che perdono proprietà immobiliari e che mandano in fallimento i bilanci familiari, nel tentativo di accaparrarsi il jackpot». Si mormorava che addirittura una miliardaria come la capricciosa e trasgressiva Paris Hilton da Oltreoceano avesse fatto incetta di schedine.

Ma a far festa non c’è solo il superfortunato vincitore di Catania. Fra tutte le lotterie, è quella con cui lo Stato guadagna di più: su 100 euro incassati, il gioco Sisal ne riversa infatti 49,5 alle casse pubbliche. Molti poi sono già con la schedina in mano: il jackpot non riparte da zero, ma da oltre 20 milioni. E fa di nuovo gola agli italiani.