Record del gasolio: 1,253 euro al litro Giù i consumi delle famiglie, Pil in calo

Allarme di Unioncamere che rivede al ribasso (solo +1,5%) la previsionedi crescita del prossimo anno, a fronte del +1,8% con cui si chiuderà il 2007. Rallenta anche l'export. <a href="/a.pic1?ID=217787" target="_blank"><strong>Caro auto, gasolio alle stelle</strong></a>

Roma - Pil in frenata nel 2008 rispetto al 2007: gli «Scenari delle economie locali», elaborati dal centro studi di Unioncamere in collaborazione con Prometeia, rivedono al +1,5% il dato sulla crescita del prossimo anno a fronte del +1,8% con cui si chiuderà il 2007. Il rallentamento, spiega lo studio, è in parte dovuto all’insoddisfacente incremento della domanda interna: nel 2008, la spesa per consumi delle famiglie dovrebbe aumentare con gli stessi ritmi del 2007 (+1,7%). Segnali di difficoltà provengono anche dalle esportazioni e dagli investimenti fissi lordi, che dovrebbero crescere rispettivamente del 2,3% e dell’1,6%, contro rispettivamente il 3,6% e il 3,5% previsto per la fine di quest’anno. Anche per il mercato del lavoro è in atto un raffreddamento dopo i risultati particolarmente brillanti ottenuti lo scorso anno (+1,6%). La crescita prevista nel 2007 è pari al +0,8%, mentre il 2008 sarà interessato da una leggera decelerazione al +0,7%.

Primato al Veneto Nel dettaglio regionale, a trainare il Pil 2008 dovrebbero essere Veneto, Emilia Romagna e Sicilia, tutte al +1,8%. Seguono, con il +1,6%, Lombardia, Campania e Sardegna. L’andamento più deludente dovrebbe riguardare il Molise (+0,7%), la Basilicata (+0,9%) e la Liguria (+1,0%). Sul fronte dei consumi, dovrebbero essere invece il Nord-Est in generale e le famiglie venete in particolare ad aggiudicarsi nel 2008 il primato con il +2,3%. A seguire dovrebbero collocarsi Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Umbria (+2,1%). Agli ultimi posti tutte regioni meridionali: Molise (+1,0%), Sardegna e Basilicata (+1,1%), Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Abruzzo (+1,3%). Per quanto riguarda l’occupazione, il 2008 dovrebbe registrare un maggiore incremento delle unità di lavoro nel Nord-Est e nel Centro (+0,9%), davanti a Mezzogiorno (+0,7%) e Nord-Ovest (+0,4%). A livello regionale, la dinamica più vivace dovrebbe essere quella di Valle d’Aosta e Lazio (+1,5%), seguiti dalla Basilicata (+1,2%).
Le più deludenti sono le performance di Sicilia, Molise e Umbria (+0,2% la crescita in tutte e tre le regioni). Quanto alle esportazioni vola alto la Liguria (+6,4%. Elevate anche le performance previste di Puglia (+4,3%), Calabria (+3,7) e Piemonte (+3,6%). Il segno meno precede invece gli andamenti di Basilicata (-8,8%), Valle d’Aosta (-0,9%), Abruzzo (-0,8%) e Sardegna (-0,3%). Uno dei pochi elementi a favore della crescita meridionale nel 2007 e anche nel 2008 è rappresentato dalla buona evoluzione degli investimenti totali, che nel biennio dovrebbero crescere più della media nazionale (+4,5% nel 2007 a fronte del +3,5% medio e +2,2% nel 2008 a fronte dell’1,6% nazionale). Nel 2008, tra le regioni è la Valle d’Aosta a guidare la classifica dell’aumento previsto, con un +5%. Seguono a breve distanza la Campania (+4,1%) e la Liguria (+3,5%). Ultime in graduatoria invece le Marche (0,0%), l’Abruzzo (+0,1%), e la Sardegna (+0,2%).