Record di prigionieri. Regina Coeli: un morto

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Un detenuto è stato trovato senza vita nel suo letto: soffriva di anoressia nervosa. Dietro le sbarre più di 65mila persone. Spesa pro-capite: 13mila euro. Il ministro Alfano: &quot;L'Ue ha approvato mia proposta sulla pena da espiare nei paesi d'origine&quot;
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Roma - Dopo il caso Cucchi un nuovo caso desta preoccupazione nel mondo carcerario. Un detenuto di 32 anni è morto nel centro clinico di Regina Coeli. Simone La Penna era in carcere per alcuni reati legati alla droga: è stato trovato morto giovedì mattina nel suo letto. Lo ha reso noto il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.  A quanto pare soffriva di anoressia nervosa e, dalle analisi, avrebbe avuto una carenza di potassio nel sangue. Intanto si apprende che la situazione  carceraria in Italia è sempre più esplosiva.

Record di detenuti Nelle carceri italiane cii sono più di 65 mila persone. "È un record storico dal dopoguerra", ha detto Mario Marazziti, portavoce della comunità di Sant’Egidio, durante la conferenza di presentazione a Roma della guida "Dove mangiare, dormire e lavarsi" dedicata ai senza tetto. "La spesa pro-capite per detenuto nel 2007 era di 13.170 euro l’anno - ha aggiunto Marazziti - esclusi gli stipendi per gli operatori penitenziari. In due anni si è dimezzata, arrivando quest’anno a 6.393 euro". "Inoltre vorrei sottolineare che due su tre ritornano in carcere, quindi forse c’è qualcosa che non va nel sistema: la recidiva di coloro che espiano interamente la pena è del 68% mentre quella di coloro che sono usciti con l’indulto è del 27%.

Morti dietro le sbarre "Secondo gli ultimi dati - ha concluso - in 10 anni nelle carceri italiane sono morti più di 1.500 detenuti, di cui oltre un terzo per suicidio". Un dossier del Centro studi di Ristretti Orizzonti parla di 1.542 detenuti morti fino ad oggi nel 2009, di cui 69 per suicidio.

Alfano: pena nei paesi d'origine "La mia idea è di ottenere il trasferimento dei detenuti nei loro di Paesi d’origine e l’elaborazione di un piano europeo per le carceri, anche tramite l’uso di fondi della Ue". È quanto dichiara il ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo l’approvazione da parte del parlamento Europeo della risoluzione che getta le basi per il finanziamento di nuove carceri da parte dell’Unione Europea, in quei Paesi nei quali il sovraffollamento è determinato anche dalla massiccia presenza di detenuti stranieri, nel quadro dell’approvazione del "Programma di Stoccolma 2010-2014" per un’area europea di libertà, sicurezza e giustizia. Per il guardasigilli, che in questi mesi aveva chiesto e ottenuto l’appoggio del vicepresidente della Commissione Ue Jacques Barrot e dei ministri della Giustizia spagnoli e svedese, "questo riconoscimento internazionale contribuisce a realizzare uno degli obiettivi del Governo presieduto da Silvio Berlusconi: razionalizzare il sistema carcerario e garantire migliori condizioni ai detenuti".