Record a Verona nei trapianti di reni: 1461 dal 1969 63 nel solo 2009

Il Centro trapianti renali dell’ospedale Maggiore di Verona ha eseguito nel 2009 ben 63 trapianti, un record mai raggiunto in 41 anni di attività di questa struttura, fondata dal professor Piero Confortini, uno dei pionieri della trapiantologia renale. Il totale degli interventi per trapianto renale al Maggiore è cosi salito, a 1461. Ne hanno beneficiato non solo i veronesi o i veneti in generale, ma ex pazienti nefropatici provenienti da tutte le regioni italiane. Sud compreso, in particolar modo napoletani, campani, siciliani.
Ma abbiamo un’altra buona notizia: il Centro, di cui è responsabile il dottor Luigi Boschiero, che è allogato nell’Unità di Cura diretta dal professor Claudio Cordiano, ormai da 4 o 5 anni sta battendo un’altra strada, con grande successo: il trapianto di reni prelevati da donatori anziani. L’equipe del dottor Boschiero ha la possibilità di verificare in tempo reale con il supporto degli anatomo-patologi dell’ospedale, attraverso una biopsia renale pre-impianto, la qualità e l’affidabilità di questi organi anziani, per poi trapiantarli, spesso entrambi su un unico ricevente. Un paziente di sessant’anni, il giorno di Natale, ha potuto festeggiare il ritorno alla vita, con un doppio trapianto di reni, prelevati da una donatrice di 80 anni, deceduta per cause naturali. Il trapiantato sta bene, il doppio rene funziona ed il ricevente non ha più fatto alcuna seduta di dialisi dopo l’intervento. Il 2009 è stato l’anno del record anche per quanto riguarda le donazioni di organo da vivente. All’ospedale Maggiore, infatti, si è passati da un 4-5 per cento annuo di donatori di rene viventi (dati relativi a 3 anni fa), fino all’attuale 20 per cento. Il Centro trapianti veronese è pioniere di questa attività (1972) ed è tuttora tra i capofila in Italia: nel resto del Paese, infatti, la media è dell’8 per cento. Altro dato incoraggiante nell’ambito delle donazioni da vivente: sono aumentati i donatori non consanguinei. Non solo genitori e fratelli decidono di alleviare le sofferenze, ma anche mariti, mogli, conviventi. I trapianti di rene hanno a Verona una lunga storia iniziata il 28 novembre ’68, quando, il professore Confortini e la sua equipe, trapiantarono, secondo caso in Italia dopo quello del professor Paride Stefanini a Roma, un rene nuovo ad un paziente nefropatico. Dopo di lui, quella esperienza felice, è stata ripetuta altre 1468 volte. Vite rinate, tornate alla normalità, con tecniche sofisticate migliorate negli anni.
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