«Recuperare flessibilità e produttività»

Il mercato del lavoro bresciano ha registrato significativi cambiamenti negli ultimi anni. «Dal lato dell’offerta - spiega Alberta Marniga, presidente Piccola industria dell’Associazione industriale bresciana - è aumentata la propensione al lavoro della componente femminile della popolazione e quella degli extracomunitari. Per quanto riguarda la domanda, la crescita è stata più forte di quella dell’offerta, sicché il tasso di disoccupazione si è leggermente ridotto intorno alla soglia fisiologica del 3%. A spingere la domanda sono state le imprese del settore dei servizi (la cui occupazione è aumentata dell’11% nell’ultimo quinquennio) e quelle del settore delle costruzioni (+25%). I posti di lavoro nell’industria manifatturiera sono cresciuti negli ultimi 2 anni, con un incremento del 5% rispetto a 5 anni prima».
Ma come giudica il presidente della Piccola industria bresciana l’offerta di formazione professionale e quella di tipo universitario? «La formazione tecnico professionale a Brescia è sempre stata di livello molto elevato. Riscontriamo una preparazione generale buona e un rapporto con il lavoro che consente, in molti casi, di trovare giovani motivati e interessati. Anche a livello universitario i percorsi di studio attivati rispondono in modo coerente al tessuto produttivo bresciano. Notiamo però una disaffezione dei giovani e delle famiglie nei confronti dei percorsi tecnologici collegati al mondo della produzione».
Recentemente l’Aib ha lanciato una campagna pubblicitaria sul tema del costo del lavoro, soprattutto con riferimento alla figura dell’operaio. «Anche le piccole imprese hanno da un lato urgente necessità di recuperare produttività e flessibilità, dall’altro di ridurre strutturalmente il divario tra il costo del lavoro e la remunerazione netta dei dipendenti. Nel settore manifatturiero, il costo a carico del datore di lavoro è superiore al 200% del salario. Si tratta di temi vitali per le nostre imprese. Per questo, in occasione di questa Assise, abbiamo ritenuto opportuno fare circolare, su 40 autobus di linea in città, una campagna pubblicitaria con lo slogan “Siamo davvero in Europa?”, mettendo a confronto la differenza tra il costo aziendale e la retribuzione netta, in Italia ed in altri Paesi europei».