Il recupero del cuore di Milano ferito dalla guerra

Una sala convegni per l’Expo in via di ultimazione, e l’urbanizzazione dell’area attigua a via Brisa: si colma il vuoto urbano

(...) e degli spazi archeologici di cui Milano va fiera.
Lo studio Arassociati degli architetti Marco Brandolisio, Giovanni Da Pozzo, Massimo Sckerer e Michele Tadini, (continuatori del rifacimento del Teatro La Fenice), oltre a questa delicata progettazione si occupa anche del completamento di un’altra area centrale abbandonata dal dopoguerra che parte da piazza Fontana di fronte all’Arcivescovado e si estende fino a tutta piazza Beccaria e al Teatro Gerolamo.
«Qui dove è sorto lo Star hotel, sulla base del vecchio piano di Figini e Pollini degli anni Ottanta, stiamo ultimando le sale convegni per l’Expo. Sarà un polo importante per la città. Il Comune di Milano, che ha indetto il concorso che abbiamo vinto per il primo lotto, ha sostenuto la nostra architettura di continuità, che punta sulla ricchezza dei caratteri, tipici dell’architettura italiana», spiega l’architetto Brandolisio.
L’assessore allo Sviluppo del Territorio di Palazzo Marino, Carlo Masseroli, ha messo in atto un nuovo Piano regolatore, che parte dallo stato di fatto e prevede delle importanti varianti rispetto a quello redatto da Missaglia e Barberio, che si sono occupati del progetto-guida. Si parte da Palazzo Sacromaso, ricostruito nel dopoguerra sopra le terme di via Brisa con un edificio con doppio affaccio sui resti romani, la Torre e via Santa Maria alla Porta. Si tratta di una ricostruzione scientifica. Anche l’edificio accanto, al civico 9 di Santa Maria alla Porta richiede alcune ultimazioni. Palazzo Sacromaso ricuce il fronte della via davanti alla quale si affaccia la neoclassica chiesa di Santa Maria alla Porta. All’angolo con via Gorani verrà recuperato il vecchio parcheggio circondato da mura cadenti. Questa pulizia la si deve ai partner Cecchi-Lima, mentre l’architetto Cortesi si sta occupando di un edificio sempre in quest’area e dell’opera di urbanizzazione dello slargo attiguo a via Brisa. Finval ha fatto partire un piano del 1990 al quale hanno fatto seguito una serie di modifiche in attesa di nuove concessioni edilizie che servono al programma di ricucitura tra vecchio e nuovo, tra inesistente ed esistente.
Il Piano di governo del territorio sostituirà l’esistente Piano regolatore, perché il Piano della «Rocchetta» sarebbe servito per tagliare in due il centro, dal Verziere fino a piazza Borromeo per allargarsi fino alla Fiera passando per Vincenzo Monti e Carducci. «Il degrado del parcheggio di via Brisa è vergognoso, oltre agli altri 900 parcheggi sotterranei mai finiti, tra i quali piazza Meda, Sant’Ambrogio e la Darsena. In via Olona (Museo della scienza) c’è un parcheggio finito, ma perché viene tenuto chiuso?», prosegue Brandolisio.
Ma torniamo a piazza Fontana e a quei vuoti lasciati nel 1945: «Il gruppo Fiorentino degli Stars Hotel nel 1999 partecipò al concorso del Comune di Milano per la ricostruzione dell’area del vecchio commercio. Prima ancora di essere un albergo era la dimora di suore novizie e di orfanelle. Lo studio Arassociati per questa maestosa costruzione dello Stars Hotel ha pensato a una facciata di riquadri in rispetto delle antichità circostanti, come l’Arcivescovado e il Duomo e i palazzi che fanno da corollario alla piazza con la Fontana del Piermarini».
«Abbiamo fatto una lunga ricerca a partire dai disegni di Del Re. Gli arredi sono tutti Molteni, inclusi quelli per le sale convegni. La grande hall è sovrastata da una cupola prospettante l’opera piermariniana» dice Giovanni Da Pozzo. Lo stesso studio sta completando un edificio davanti all’Arena: «L’edificio è in via Tommaso da Cozza. Il doppio fronte è sobrio e ha un grande loggiato in laterizio con un giardino interno che vorremmo diventasse pubblico», prosegue Michele Tadini. Milano comincia a ricomporsi.