IL RECUPERO DELLE COLLINE

A Castellaro, vicino a Taggia, 25 ettari strappati al degrado

(...) Paolo Madonia, il giovane marketing manager di Castellaro Golf, un passato in giro per il mondo a raccogliere dati e umori, a testare e rielaborare la domanda. Eccolo in questa «cittadella» che ancora non sai. Dunque? Si mette comodo e ti racconta d'una strategia d'impresa che ha rivoltato una terra persa monetizzandola in grande turismo: «Tutto nasce da una felice intuizione del Gruppo Cozzi Parodi, o meglio di Gianni Cozzi. Una storia lunga oltre dieci anni e 150 atti di compravendita per acquisire gli spazi. Un lavoro certosino che s'incaglia con la morte dello stesso Cozzi. La dottoressa Parodi avrà poi la forza di riprenderne le redini ed ecco il risultato».
L'albergo ha aperto a Pasqua e lo scorso primo luglio l'inaugurazione ufficiale della struttura. Madonia vuol dare i numeri, giusto perché sono il vero distinguo: 560 posti letti suddivisi tra albergo (64 camere) e i 120 mono e bilocali del residence-borgo, cui si aggiungono altri 98 appartamenti, già quasi tutti venduti soprattutto a svizzeri, olandesi e belgi (3000-3500 euro al mq), che vanno a finanziare in parte l'operazione. In fase di completamento la sala congressi capace di accogliere 1000 persone. Niente di simile nel Ponente. Costo del miracolo edile e organizzativo? «Intorno ai 50 milioni di euro. Ma la vera intuizione è stata trasformare un'area degradata in quello che lei vede. Questa era un'enorme discarica di inerti, ci si divertivano a fare motocross. Oggi c'è la più moderna struttura del Ponente Ligure. Un percorso in linea con la filosofia del Gruppo Cozzi Parodi che negli ultimi anni ha contribuito in maniera determinante al rilancio del settore turistico-alberghiero con significativi investimenti che hanno valorizzato il territorio». Nessuno spot. Basta seguire Madonia che sale e scende scale per introdurti in ambienti nuovi e spazi differenziati giocati sui dislivelli del paesaggio e della mente. Quel vedo e non vedo che ne ridimensiona l'impatto, diluendolo tra mare e colline. Le parole dell'uomo-marketing si materializzano nelle linee calde del complesso, nell'ondulato del green, nelle casette a due piani in tinte pastello simil borgo-ligure. Madonia rallenta, ci tiene a darti la foto d'insieme, le coordinate d'un progetto che non si esaurisce con Castellaro Golf: «La Società ha in piedi altri investimenti importanti. E parlo di Marina degli Aregai-Porto Sole di Sanremo, del nuovo porto di San Lorenzo e di quello di Ventimiglia. A Santo Stefano sono previste 110 camere sul mare con centro di talassoterapia. Ci sarà il completamento del cinque stelle di Porto Sole e la creazione d'una nuova struttura a San Lorenzo con 66 camere direttamente sul mare». Deglutisci, che questa è una rivoluzione turistico-ambientale da far tremare i polsi: «Più di 1600 posti letto spalmati su quattro strutture che credo daranno una scossa potente al nostro turismo. Lavoreremo in sinergia e muoveremo i clienti con pacchetti all inclusive sui servizi offerti dalle quattro realtà». Pestiamo qualche piede? «Non credo, data la differenza della nostra offerta». Oh beh, ti vien da dire. Questi pensano coi grandi numeri e le grandi idee. Il confronto lo giocano sul piano internazionale e hanno imparato a ribattere a suon di offerte intelligenti per reggere il mercato. Utopia per molta parte dei nostri operatori. Madonia sorride e ritaglia il suo spazio: «Castellaro&Co è anche un esempio in cui investitori liguri affidano la gestioni delle strutture a chi sa fare questo mestiere».
Modestie a parte, a far funzionare la «baracca» è la Mct, Marketing contact team, una società ligure di management alberghiero, tre anni di vita, formata appunto da Paolo Madonia, Danilo Bugnolo (general manager), Walter Gaiaudi (responsabile ristorazione) e Ida Hason (responsabile room division). «Una sfida. Difficile, ma elettrizzante». Un giocattolo da decine di milioni di euro, l'altra faccia dell'imprenditoria ligure che crede nella svolta, che investe e punta agli standard mondiali. Uomini in corsa, tra nautica, ricettività alberghiera e resort, perché un altro turismo è possibile.