Redditi dei politici, Berlusconi batte tutti Amato è il più ricco del governo

Anche quest'anno il Cavaliere si
conferma il più "Paperone" tra i parlamentari: nel
2005 ha dichiarato 28 milioni di euro. Il
leader più povero è Prodi: ha dichiarato 89.514 euro. Tra i ministri chi se la passa meglio è Amato, con 420mila euro

Roma - Anche quest'anno Silvio Berlusconi si conferma il più ricco tra i leader politici alla Camera. Per il 2005 il presidente di Forza Italia ha dichiarato 28.033.122 euro. Per il 2004 il suo reddito era di 3.550.391 euro. Il leader più povero è invece il presidente del Consiglio Romano Prodi: ha dichiarato 89.514 euro. È quanto si evince dalle dichiarazioni dei redditi per il 2005 dei deputati. Fra i leader alla Camera, Berlusconi è seguito da Francesco Nucara (Pri, 289.255), dall'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini (Udc, 214.787), e da Gianfranco Fini (An, 200.677). In fondo alla classifica, Prodi è preceduto solo da Franco Giordano (Prc, penultimo con 129.569 euro) e Francesco Rutelli (Dl, terzultimo con 132.500).

Bertinotti batte Marini - Tra i presidenti delle Camere, Fausto Bertinotti batte Franco Marini nella dichiarazione dei redditi 2005. Una differenza minima, quella fra i due ex sindacalisti divenuti presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, appena 15mila euro. L'ex segretario del Prc ha dichiarato nel 2005 un imponibile di 187.653 euro, con un'imposta netta di 53.833 euro. Poco meno la dichiarazione dell'ex segretario della Cisl: 171.235.000 euro di reddito imponibile che ha però versato più soldi all'Erario, con un'imposta netta di 63.835.

Tra i ministri primo Amato Il ministro più ricco del governo Prodi è Giuliano Amato, che nella dichiarazione dei redditi per il 2005 ha denunciato oltre 420 mila euro, per un pagamento di imposte pari a circa 172 mila euro. Il più povero invece è Paolo Ferrero (Prc), che ha dichiarato appena 20.245 euro con un'imposta netta 2.755. Nella top ten dei ministri più facoltosi ci sono anche il responsabile delle Politiche Agricole Paolo De Castro, con 346.369 euro (imposta netta 137.719); e Linda Lanzillotta con 312.638 euro (imposta netta 124.192). La media nello staff del governo Prodi supera di poco i cento mila euro (si oscilla dai 129 mila di Vannino Chiti ai 191 mila di Fabio Mussi). Ma a far compagnia a Ferrero, per reddito più basso, è Cesare Damiano (Ds) che ha denunciato al fisco poco più di 64 mila euro, per un pagamento di 20.378 euro di imposta. Decisamente superiore alla media del governo è la dichiarazione dei redditi del portavoce del governo Silvio Sircana, che ha un reddito imponibile di 254.575 euro (imposta netta 106.128).

Il "derby del fisco" va a Tremonti Finisce con il punteggio di 190 a 130 la "sfida" tra Giulio Tremonti e Vincenzo Visco. Sono 60, infatti, le migliaia di euro che separano l'ex ministro del Tesoro dall'attuale viceministro delle Finanze, sulla base del reddito imponibile del 2005. Tremonti con 190mila euro di reddito imponibile ha versato nelle casse del fisco 72mila euro, mentre Visco per 130mila ha pagato un'imposta netta di 42.000 euro.

Tra i senatori a vita "vince" Pininfarina Sergio Pininfarina, il re dell'automobile, è il più ricco dei senatori a vita. L'imprenditore torinese è in cima alla classifica per reddito imponibile nel 2005 con 1.007.004 euro. Subito dopo Pininfarina c'è il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con 752.389 euro, mentre medaglia di bronzo è Giulio Andreotti con 505.792 euro. A centro classifica troviamo Rita Levi Montalcini con 238. 231 euro, l'ex Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro con 232.655 euro. Chiudono la lista Emilio Colombo con 172.962 euro e Francesco Cossiga, fanalino di coda, con 155.419 euro. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, senatore a vita all'epoca della pubblicazione dei tomi dei redditi, dichiara nel 2006 - relativamente al 2005 - 141.882 euro.

Case, barche e auto C'è chi denuncia una sfilza di proprietà immobiliari e terriere e chi non ha nulla da dichiarare, chi colleziona auto da corsa e chi ha solo l'auto di servizio con autista o si accontenta di possedere una vecchia Cinquecento. Berlusconi dispone di 5 appartamenti a Milano di cui due uso abitazione, due box, più due comproprietà al 50% e al 7%; una Mercedes 600, una Bmw 750 e una Audi A6; tre imbarcazioni, azioni in diverse società. A Romano Prodi sono intestate 9 comproprietà: 4 fabbricati a Bologna, 1 a Reggio Emilia, 3 a Carpineti nella provincia reggiana, dove possiede anche un terreno. Inoltre, il premier possiede azioni della società bolognese Edifin; e nel garage tiene due Fiat: una Croma e una Multipla.

Il vicepremier più benestante è D'Alema Massimo D'Alema se la passa meglio di Francesco Rutelli. Il presidente dei Ds denuncia due appartamenti a Roma, in comproprietà con la moglie Linda Giuva; due auto (una Lancia Y e una Audi A3) e una barca. Il presidente della Margherita e ministro per i Beni culturali si limita al 50% della società Gaudiano Immobiliare. Sempre in casa della Quercia, il segretario Piero Fassino inserisce nella sua denuncia dei redditi 2005 due appartamenti in comproprietà: uno a Torino e uno a Roma con la moglie Anna Maria Serafini, con la quale divide anche un fabbricato a Scanzano, in provincia di Grosseto; infine, due terreni di proprietà in provincia di Torino, nelle località di Reano e Buttigliera.

Un appartamento a Roma, la comproprietà con la moglie di un fabbricato in Liguria, a Dolceacqua in provincia di Imperia e una Fiat Cinquecento sono i possedimenti dichiarati dal presidente della Camera e leader storico di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti. Praticamente nulla da dichiarare da parte del presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini: nella sua denuncia fiscale dello scorso anno, oltre al reddito imponibile, figurano soltanto un fabbricato ad Anzio, in provincia di Roma, intestato alla moglie Daniela Di Sotto; il 90% della società a responsabilità limitata DaVir sempre della consorte; e il 10% della stessa srl della figlia Giuliana. Più sostanzioso l'elenco che risulta dalla dichiarazione dei redditi del leader dell'Udc Pierferdinando Casini: 5 fabbricati a Bologna, ma ciascuno soltanto per 1/6 della proprietà; un altro sempre nel capoluogo emiliano per la quota di 1/12; 2 appartamenti a Roma; infine: azioni del San Paolo-Imi, di UniCredito e della Banca Alto Reno.