Il reduce bloccato col kit per le bombe

All’origine delle retate antiterrorismo in Francia, che probabilmente sono solo l’inizio di più ampie operazioni a livello internazionale, c’è l’arresto avvenuto a Napoli sabato scorso del ventottenne franco-algerino Ryad Hannouni. L’uomo, vicino ad Al Qaida, era da poco rientrato dalle zone tribali pakistane alla frontiera con l’Afghanistan, dove aveva combattuto. Gli agenti della Digos lo avevano arrestato nelle vicinanze della stazione centrale in piazza Garibaldi dopo tre giorni di pedinamento, nel corso dei quali i suoi spostamenti sono stati filmati. Erano state proprio le autorità francesi a chiedere alla polizia italiana di bloccarlo, per poi chiederne l’estradizione.
All’uomo, che in quei tre giorni si era mimetizzato in città frequentando tra l’altro due moschee, sono stati sequestrati un kit per la preparazione di esplosivi, un cellulare, un computer portatile e un taccuino pieno di numeri telefonici e indirizzi. Grazie ai dati contenuti in quest’ultimo sono stati individuati e arrestati tre sospetti terroristi a Marsiglia e a Bordeaux.
Il rientro in Europa dal fronte afgano-pakistano di personaggi come Hannouni è motivo di grande preoccupazione perché si ritiene che sia collegato a iniziative terroristiche.