Un reduce che dà lezioni alla religione del laicismo

(...) possibile che ci si indigni - anche giustamente, intendiamoci - quando si dice mezza parola fuori posto sull’Islam e si permetta di tutto se le parole riguardano la nostra fede? «Nostra» anche per i non credenti, anche a livello storico-culturale, perchè in quelle radici c’è la nostra identità. O, almeno, ci dovrebbe essere.
Il povero arcivescovo Bagnasco, che ogni giorno sta dimostrando tutta la sua statura, ha provato a dire la sua. Senza offendere nessuno e senza scomunicare il Festival. In modo mite e rispettoso, spiegando che non partecipa alla sagra della scienza per precedenti impegni, ma che la rassegna gli sembra un po’ unidirezione. Non l’avesse mai fatto: da quel momento è diventato oggetto di una serie di attacchi e di botte di intollerante e oscurantista, queste sì pronunciate in tono intollerante e oscurantista.
Io credo che la miglior risposta a tutto ciò - che ovviamente non cancella nulla di tutte le cose positive del Festival, che sono molte - sia un incontro che si svolgerà a Genova, lunedì sera. In pieno Festival della Scienza. Alle 21 al teatro Archivolto di piazza Gustavo Modena 3, Giovanni Lindo Ferretti presenterà il suo libro Reduce (Mondadori, 13 euro). Un’autobiografia tenera, dolce, straniante. A volte, irritante. La scrittura di Ferretti non è per tutti. A molti può dare fastidio, o sembrare semplicemente mal scritta. Ad altri può sembrare una strana cosa a metà fra la poesia e la prosa. Personalmente, non me la sentirei di consigliarne la lettura a scatola chiusa. Ma, per gli amanti del genere, per chi ha voglia di rischiare, è un gran bel libro. E, comunque la si veda dal punto di vista letterario, la lettura di Ferretti è importante dal punto di vista dei contenuti. Perchè il signore in questione, quella specie di bonzo che vedete riprodotto qui a fianco sulla copertina del libro, è stato il leader di alcuni gruppi musicali di avanguardia estrema, il più famoso dei quali si chiamava CCCP-Fedeli alla linea e aveva la falce e il martello come simbolo e come stile di vita.
Il Reduce Ferretti ora vive come un eremita sull’Appennino reggiano e scrive parole d’amore per Dio. E fa arrabbiare moltissimo i suoi ex aedi, fans del politicamente corretto. Ad esempio, scrivendo: «Tolto il soffio divino a questo si riduce l’uomo. Macello d’ogni speranza, illusione d’umana presupponenza. Su questo si costruisce chi s’affida, contro Dio, all’uomo. Nelle due dimensioni in dote alla modernità: il nazifascismo e il comunismo. Alla post modernità: lo scientismo tecnologico genetico».
A me piacciono di più due righe di Ferretti che tutto Odifreddi. Gusti.