Referendum, Casini a Franceschini: al Pd serve lo psicanalista

Il leader dell'Udc accusa i democratici di comportamento &quot;schizofrenico&quot; poi affonda: &quot;Mi ero scordato di parlare del Pd perché non ho capito se esista o no&quot;. Dario ci riprova e dice a Udc e Idv: &quot;Non dividiamoci&quot;. <a href="/a.pic1?ID=353644" target="_blank"><strong>Livorno, bombe incendiarie contro il Pdl
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Bologna - Il referendum continua a dividere l'opposizione e Casini attacca Franceschini, parlando di un Pd dal comportamento "schizofrenico". Così schizofrenico che Casini ai democratici consiglia lo psicanalista. "Quando il Pd - ha detto il leader dell' Udc a una manifestazione elettorale a Bologna - dichiara che Berlusconi è un pericolo per la democrazia e poi si appresta a votare sì a un referendum che darebbe ancora più potere allo stesso Berlusconi, allora consiglio una seduta dallo psicanalista, perché non vedo cosa si possa dire di un comportamento schizofrenico come questo". Casini non ha risparmiato altre battute feroci. "Mi ero scordato di parlare del Pd perché non ho capito se esista o no", ha ironizzato. E quando dal pubblico qualcuno gli ha detto che "a Bologna c'é", Casini ha ribattuto: "A Bologna esiste, è vero: c'é sempre qualcuno che arriva tardi...".

Franceschini: non ci dividiamo Il leader del Pd Dario Franceschini insiste, dal canto suo, sulla questione della riforma del Parlamento lanciata da Berlusconi. E lo fa dopo lo schiaffo ricevuto ieri da Udc e Idv: il doppio e secco no alla sua "chiamata alle armi". E rivolgendosi a Casini e Di Pietro li invita di nuovo ad una iniziativa comune delle opposizioni perché questo "non è il momento delle opposizioni". "Ho registrato che ieri Di Pietro ha risposto di no al nostro appello - ha detto Franceschini parlando con i cronisti a Bagnolo in Piano, in una delle tappe del suo tour elettorale in provincia di Reggio Emilia - ma voglio insistere con lui e con Casini perché bisogna tenere l'opposizione unita". "Un grande partito come il nostro - ha proseguito - ha il dovere di insistere perché l'opposizione stia unita davanti ai rischi che corre il Paese. Non è il momento di iniziative sbagliate - ha detto ancora Franceschini - solo per avere qualche voto in più, qualche tornaconto di consenso per il proprio partito".