Referendum contro il pedaggio: centinaia di firme in poche ore

Petizione di Sdi e radicali I ghisa agli incroci: «La gente ci chiede aiuto ma ne sappiamo poco»

«Mi scusi, ma l’Ecopass in che zone della città è attivo? Anche sulla circonvallazione esterna?». Ore 10.30, varco di Porta Venezia. Una pattuglia di vigili, sotto le telecamere, risponde alle domande dei cittadini. In molti non hanno ancora le idee chiare sul funzionamento del provvedimento antismog entrato in vigore alle 7.30 di ieri. Dépliant esplicativo e libretto di circolazione alla mano, accostano con auto e motorini per interrogare la polizia locale. Qualcuno scende dai mezzi e mette la sua firma al banchetto allestito dal Comitato per Milano democrazia diretta, in collaborazione con socialisti dello Sdi e radicali, per chiedere il referendum.
«Sono contrario all’Ecopass - dice Andrea Orlando subito dopo aver firmato -. Il provvedimento è una scusa per far soldi. Non credo che servirà a ridurre lo smog, anche perché non sono certo le auto la prima fonte dell’inquinamento». Come lui la pensano molte persone intorno al varco. Anche se i temuti disagi alla circolazione sono stati contenuti, complice la settimana quasi festiva. «Non ci sono grandi problemi - conferma un vigile -, contrariamente alle aspettative i cittadini sono abbastanza informati. Si lamentano per altri motivi, in particolare per le difficoltà legate all’attivazione del pass. Da parte nostra, cerchiamo di rispondere alle loro domande, anche se ne sappiamo poco. Stamattina sono venuto qui senza avere le idee chiare. Senza questo libretto (che spiega come funziona l’Ecopass, ndr) non saprei come fare».
A pochi passi, vicino al cartello «No ticket, no eco truffa», il banchetto per il referendum raccoglie molte firme. «Siamo contro l’inquinamento, ma consideriamo questo provvedimento inutile e iniquo - spiega Roberto Biscardini, segretario provinciale dello Sdi -. Inoltre, per ammortizzare il costo dell’operazione, 24 milioni di euro, ci vorranno almeno tre anni». Contro lo smog il comitato propone soluzioni diverse: mezzi pubblici non inquinanti e una politica seria dei riscaldamenti e del traffico in tutta la città, non soltanto in centro. «Si tratta di una tassa, non di un’operazione contro l’inquinamento - prosegue Roberto Caputo, consigliere provinciale dei socialisti -. L’unico risultato dell’Ecopass sarà l’aumento del costo della vita in città. Artigiani e commercianti, penalizzati dal ticket, aumenteranno i prezzi. Senza contare che lo smog si concentrerà in periferia. Chiediamo questo referendum perché pensiamo sia fondamentale ascoltare il parere dei cittadini di fronte a un provvedimento di così forte impatto sulla vita quotidiana». «Di fronte alle firme della gente - conclude Valerio Federico, segretario cittadino dei radicali -, il sindaco dovrà dire se il referendum si farà o no».