Referendum per difendersi dall’illegalità sottovalutata

(...) straniero. Così come è straniero il 45 per cento dei responsabili di rapine, il 39 per cento dei colpevoli di violenze sessuali, il 36 per cento degli assassini, il 31 per cento dei denunciati per tentato omicidio e il 27 per cento dei rei di lesioni colpose. Cifre che, togliendo gli immigrati regolari, salgono al 74 per cento degli omicidi, al 72 per cento dei denunciati per tentati omicidi, al 62 per cento dei violentatori e al 63 per cento degli sfruttatori della prostituzione. Dati ancor più significativi se si considera che i rumeni sono al primo posto nella triste classifica dei colpevoli per sette tipologie di reato su quindici. E che gli immigrati, clandestini compresi, sono meno del 10 per cento della popolazione.
Ultimo particolare: i dati non sono elaborati da qualche pericoloso xenofobo di Forza Nuova, non escono dai libroni della Lega e non sono una personalissima statistica di Gianni Plinio, Giorgio Bornacin e Gianni Bernabò Brea in polemica con la segreteria regionale di An sulle misure anticriminalità. Molto più prosaicamente, sono i dati democraticissimi e antifascistissimi che escono dal rapporto del ministero dell’Interno sulla criminalità 2006. E testimoniano che c’è del vero in quello che dice il signore che li controfirma, Giuliano Amato: «Senza una svolta sul tema della sicurezza, si rischia il fascismo». Poi, certo, il fascismo in questa storia c’entra come i cavoli a merenda e il vero rischio non è affatto il fascismo, ma il razzismo. Però.
Ecco, contro tutta questa roba e contro la demagogia che porta ad aiutare anche chi debole non è e si accanisce contro i deboli veri, il centrodestra ligure - per una volta, davvero puntuale - aveva identificato un’ottima arma: il referendum abrogativo della legge regionale che stabilisce, ad esempio, il diritto ad alcune cure gratuite (non quelle urgenti, si badi bene, quelle sono un dovere dettato dall’umanità) per i clandestini. Piccolo particolare: quelle stesse cure sono a pagamento anche per molti italiani, non tutti benestanti.
Contro questa roba, servono 50mila firme entro fine mese. Obiettivo lontanissimo, ad oggi. Noi, ancora una volta, ricordiamo che, oltre ai rari banchetti dei partiti della Casa delle libertà, è possibile firmare nel proprio Comune o nei municipi genovesi.
Pensiamo sia un’opportunità unica contro il «razzismo alla rovescia». E nessuno potrà dire che non lo sapeva.