Referendum e opposizione Fi s’interroga sul suo futuro

Omar Sherif H. Rida

Roma e il significato del referendum costituzionale, Roma e gli esiti dei recenti passaggi elettorali. Sullo sfondo, il futuro dell’opposizione capitolina e quello degli assetti locali di Forza Italia. Dopo le polemiche degli ultimi giorni sul futuro dell’opposizione in Campidoglio, il partito azzurro si ritrova oggi pomeriggio all’Hotel Summit (ore 16) per discutere dei temi che più stanno caratterizzando l’attuale fase politica. Quello odierno sarà il primo atto di un confronto serrato che proseguirà con le riunioni previste per venerdì con gli eletti di Fi nei municipi e al Comune e soprattutto, con il vertice di domani tra i coordinatori romani di Fi, Udc e An in cui verrà affrontata la questione degli equilibri sia in aula Giulio Cesare che nelle ex circoscrizioni. «L’appuntamento di oggi - spiega il coordinatore regionale di Fi, Beatrice Lorenzin - farà da ideale preludio a una fase di mobilitazione in vista del referendum costituzionale del prossimo 25 giugno, un’irripetibile occasione per dare finalmente alla Capitale quei poteri normativi che le competono». Il riferimento è all’art. 114 del nuovo testo costituzionale che, qualora dovesse prevalere il sì, attribuirebbe a Roma poteri simili a quelli di una regione a statuto ordinario. «Quello che fa riflettere - conclude la Lorenzin- è il colpevole silenzio della sinistra davanti a una simile opportunità». Ma tra i punti all’ordine del giorno della convention del Summit (alla quale parteciperanno tutti gli eletti nel Lazio) ci saranno anche l’analisi del voto amministrativo e, inevitabilmente, il ruolo e quali sembianze dovrà assumere l’opposizione di centrodestra in Campidoglio. Un argomento quest’ultimo che nelle ultime ore ha provocato qualche mal di pancia all’interno della Cdl e di Forza Italia in particolare, soprattutto dopo le dichiarazioni dell’ex candidato sindaco del centrodestra, Gianni Alemanno, circa la necessità di una strategia comune e la possibilità di un patto federativo tra i gruppi consiliari: parole interpretate da qualche esponente azzurro come una fuga in avanti rispetto a un progetto politico da far maturare nei tempi giusti. Lunedì scorso l’ultimo atto, con il comunicato del gruppo consiliare di Fi in cui, pur riconoscendo l’importanza della «unità d’azione e di obiettivi», si sottolinea come ciò debba avvenire valorizzando «le specificità di ogni soggetto della Cdl, ognuno con pari dignità». Una pari dignità che - come si legge nella nota - gli alleati potrebbero riconoscere a Fi attraverso la vicepresidenza del Consiglio comunale, carica ricoperta negli ultimi anni dall’esponente di An, Fabio Sabbatani Schiuma. «Credo che mettere il carro davanti ai buoi sia sbagliato - avverte il coordinatore romano del partito, Giampaolo Sodano - così come discutere di qualcosa di cui ancora non si è iniziato realmente a parlare». Secondo il coordinatore romano «le recenti iniziative di alcuni nostri consiglieri comunali costituiscono fenomeni da studiare in psicanalisi più che in politica». «Non ho stima - prosegue sferzante Sodano - di metodi che tralasciano il confronto sui problemi e mettono al primo posto la definizione degli organigrammi. Così come trovo singolare impostare i rapporti tra i vari partiti sulla base di richieste come quella della vicepresidenza del Consiglio comunale». E la questione del futuro assetto romano di Forza Italia? «Il responso elettorale - conclude Sodano - ha evidenziato la necessità di una riflessione a tutti i livelli che credo, anzi mi auguro, debba coinvolgere tutte le cariche a partire dalla mia».