«Referendum: li firmino almeno i promotori»

(...) un modello statistico per tutta la Liguria con tanto di proiezioni, credo che la situazione di oggi e quella prevedibile al 30 settembre non consenta alcun ottimismo a meno del solito miracolo degli ultimi giorni!
Quindi, mi permetto di suggerire ai promotori di assumere come consulente un certo François, cittadino senegalese che gira per le spiagge della riviera di Levante, fa del «vero» marketing, propone i suoi prodotti ai bagnanti, prende gli ordini su bloc notes ed il giorno dopo ritorna con la merce prenotata, senza ricorrere come in passato alla «tentata vendita». Se chi parte con l'idea di organizzare un referendum, poi non si dimostra capace, meglio che cambi mestiere, perchè non si raggiungono gli obiettivi necessari (raccolta di 50.000 firme ma valide) con quattro banchetti messi a casaccio in città, senza «marketing» territoriale in ogni comune della Liguria, ma stando ad aspettare che le firme arrivino da sole per incanto. Le firme devono essere convogliate a mo' di «roaming» della telefonia mobile, per tempo,tramite le strutture/associazioni locali e poi si ricorre al banchetto per fare il «pressing» finale. Ma, evidentemente, le strutture dei partiti di centro-destra non hanno ancora «somatizzato» quanto già visto nel 2004 per il collegio 10, fino all' ultimo referendum nazionale del giugno 2006. Ma prima o poi se ne dovranno accorgere e, forse, provvedere a meno che non si sentano dei «predestinati» a perdere!