«Referendum necessario. E la Lega sbarcherà al Sud»

«Mettiamo fine al bicameralismo perfetto, per migliorare la legge c’è tempo. Col proporzionale faremo una rete di movimenti autonomisti anche nel Mezzogiorno»

da Roma

Ministro Calderoli, è soddisfatto del voto della Camera?
«Molto, oggi è una giornata importante per la Lega e per tutta la Casa delle libertà che è stata più che compatta. Chissà cosa avremmo potuto fare se in questi quattro anni fossimo stati sempre così uniti...».
Bossi l’ha già sentito?
«Ieri sera, questa notte e stamattina. Inizialmente era un po’ preoccupato che dopo tutte queste votazioni qualcosa andasse storto e più di una volta mi ha chiesto se c’erano problemi con i voti. Alla fine, però, è andato tutto bene. Abbiamo votato compatti, compreso l’Udc con le sole eccezioni di Follini e Tabacci. E pure le assenze, una decina circa, mi sembrano assolutamente fisiologiche: uno sta male, l’altro perde l’aereo e non arriva in Aula... Nulla di preoccupante. Quando ho sentito Bossi subito dopo il voto era davvero contento e soddisfatto. Credo proprio che per l’ultima lettura al Senato ci sarà anche lui».
E Berlusconi?
«Anche lui molto soddisfatto. Ha visto che ora i deputati ci credono. Dovevano andare avanti una settimana dopo l’altra a votare tutti compatti senza fermarsi e l’hanno fatto, prima invece si respirava un’aria più sbracata».
Avete festeggiato anche questa volta, ma con toni molto più pacati. Una scelta o un caso?
«Abbiamo tenuto un profilo basso perché c’è ancora il passaggio del Senato e non bisogna dare nulla per scontato. Dopo il voto di Palazzo Madama, allora festeggeremo davvero».
Anche se poi c’è il referendum?
«Siamo stati i primi a dire che avremmo chiesto un referendum perché quando si va a riscrivere una parte importante della Costituzione è il popolo che deve esprimersi. E poi sono sicuro che passerà, anche perché le critiche della sinistra sono sui punti più convincenti della riforma: devoluzione e premierato».
Quindi qualcosa da registrare c’è ancora, magari sul fronte del processo legislativo e del Senato federale?
«Questa parte entra in vigore nel 2011, quindi di tempo per migliorare la legge ce n’è in abbondanza. Intanto andiamo a regime e mettiamo finalmente fine al bicameralismo perfetto».
Non è che la Lega spera anche che i governatori in carica (la maggior parte dei quali sono del centrosinistra) non appoggino la campagna referendaria dell’Unione per non privarsi delle competenze che gli vengono affidate con questa riforma?
«Questo non lo so. Io credo che l’esito del referendum dipenderà molto da come andranno le elezioni politiche».
La Lega ha deciso di aprire una sede a Roma, state iniziando a guardare anche sotto la linea del Po?
«Non certo da oggi. Al Sud abbiamo un grandissimo successo perché la gente che prima ci criticava adesso riconosce che abbiamo le palle e teniamo fede agli impegni presi. Eppoi iniziano finalmente ad apprezzare le nostre battaglie. Fra poco aprirò personalmente una sede della Lega Nord a Roma, ma, vista anche la nuova legge elettorale, è solo il primo passo».
Si chiamerà Lega Sud?
«Questo non lo so proprio. Noi dobbiamo solo favorire il processo autonomista, ma poi devono essere i politici locali ad alzare la testa e darsi da fare dando vita a movimenti autonomisti. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a collaborare».