Il referendum si vince anche al mare

Luca Rocca

Un «sì» per i giovani. È probabilmente un aspetto sottovalutato della riforma costituzionale approvata nella scorsa legislatura e che il 25 e 26 giugno sarà sottoposta a referendum confermativo, ma è un aspetto che potrebbe risultare determinante per la vittoria o la sconfitta del «sì», anche perché non è previsto quorum e ogni voto peserà parecchio. Ecco perché ieri i giovani di Forza Italia, guidati dal coordinatore regionale Giancarlo Miele, hanno organizzato un incontro formativo al fine di sensibilizzare i cittadini, soprattutto quelli più giovani, su questo tema. «Propaganda attiva - la chiama Miele - allo scopo di far comprendere i grandi aspetti positivi di questa riforma». La convinzione del giovane coordinatore azzurro è tale che la prossima iniziativa avrà come obiettivo le spiagge. Prevedendo che molti ragazzi se ne andranno al mare per i primi bagni, Forza Italia prenderà d’assalto proprio le spiagge, presumibilmente affollate, del litorale laziale. «Lo scopo è quello di contattare il maggior numero possibile di giovani – spiega Miele – e convincerli a recarsi al voto». Il coordinatore azzurro è anche convinto che i contrari alla riforma abbiano in mano pochi argomenti e tentano così di trasformare la battaglia nell’ennesimo referendum pro o contro Silvio Berlusconi, ma «non è così, anche perché il referendum sulla sua persona, Berlusconi l’ha già vinto il 9 e 10 aprile, mentre in questo caso si tratta di un’occasione storica per il Paese ma soprattutto per la mia generazione».
A spiegare con efficacia ed estrema chiarezza in che modo la vittoria del sì potrebbe favorire proprio i giovani, è il coordinatore nazionale di Forza Italia, Simone Baldelli, fresco deputato: «È dai giovani che deve arrivare lo stimolo e la spinta più forte per la vittoria del sì – spiega il neodeputato – soprattutto perché nella riforma è previsto che possa diventare deputato chi ha compiuto 21 anni e senatore chi ne ha compiuto 25, e persino per il Capo dello Stato l’età scende da 50 a 40 anni». Baldelli non si nasconde dietro un dito, sa che, una volta approvata la riforma, saranno le forze politiche a doversi farsi carico della novità, perché una legge non basta, ma certamente senza la modifica costituzionale l’ostacolo sarebbe insuperabile. Per il coordinatore nazionale, dunque, «non c’è solo un problema di quote rose in Italia, ma anche un problema di rappresentanza generazionale, presente anche, per esempio, nei sindacati e nell’imprenditoria», e questa riforma rappresenta, quindi, il primo grimaldello per aprire le porte ai giovani e non solo metaforicamente. Per Baldelli «la campagna referendaria non sarà facile, ma la vittoria non solo è possibile, è addirittura probabile». All’incontro era presente anche Donato Bruno, deputato azzurro di lungo corso e relatore della legge di riforma costituzionale, che spiega: «Noi con questa riforma proponiamo anche una diminuzione del numero dei deputati, ma la sinistra voterà contro. Beh, sono convinto che se avessimo proposto un aumento del numero dei deputati, la sinistra avrebbe votato a favore».