Referti con il contagocce: rivolta dei pazienti al Grassi

Settantacinque minuti per ritirare un referto medico. È questo il tempo medio occorso a decine di utenti per avere gli esiti delle analisi compiute dal laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche dell’ospedale Grassi di Ostia, gestito alla Asl Roma D. Altri, invece, quei referti non li hanno potuti proprio ritirare. Il motivo? Tutto da chiarire. Per qualche medico «a causa di un guasto alle stampanti», per il personale paramedico «c’era un problema al Centro elaborazione dati», per altri «non era arrivato il medico responsabile per firmare i referti». Sono le 11.30, l’orario indicato dal Cup per il ritiro dei referti delle analisi effettuate cinque giorni prima, e decine di persone sono nella hall del nosocomio numeretto alla mano. Inutile sottolineare che l’orario e la data di riconsegna sono prestabiliti dallo stesso laboratorio d’analisi, diretto dal dottor Concetta Paparella. Le lancette dei minuti scorrono veloci, così come i primi numeri progressivi chiamati dalle tre impiegate dell’ambulatorio. «Meno male, oggi vanno veloci», esclama un anziano signore che stringe tra in mano il rettangolino di carta numero 50, mentre il segnalatore acustico segna il 25. Circa venti minuti l’uomo conquista lo sportello, ma non gli vengono consegnate le analisi. Uno dopo l’altro accade lo stesso a decine di altri utenti. Come se non bastasse a nessuno di loro sono fornite spiegazioni esaurienti. Fino a quando un uomo con in braccio la figlioletta di 2 anni che piange, dopo più di un’ora di attesa estenuante, inizia a urlare spazientito: «Basta, vergognatevi! Fare aspettare qui la gente più di un’ora per ritirare un referto!». Ma la caposala di turno risponde scocciata: «Guardi, lei non deve fare così, deve aspettare, abbia pazienza». A quel punto tra la gente in attesa si solleva un coro unanime in difesa del papà: «La pazienza l’abbiamo esaurita, consegnateci i referti!». Quando si dice che l’unione fa la forza e soprattutto crea una reazione: l’infermiera, infatti, questa volta in silenzio, si allontana per tornare 20 minuti dopo con alcune buste contenenti alcuni referti che sono consegnati agli interessati. Ad altri, meno fortunati, viene caldamente consigliato di ritornare il giorno dopo. Mentre coloro che escono dal Grassi con i risultati in mano somigliano a tanti piccoli campioni reduci da una vittoria appena conquistata. Il loro trofeo? Che domanda! Le analisi, ovviamente.