Regalare una medicina per solidarietà

Maria Vittoria Cascino

Pochi euro e una scappata in farmacia. In quella che domani esporrà una certa locandina che sa di vita, sofferenza e amore. Che ti chiede di donare un farmaco a chi ne ha bisogno. Torna l'Associazione Banco Farmaceutico Onlus a pilotare la giornata nazionale di raccolta del farmaco. Che è al sesto anno consecutivo in Italia, il terzo il Liguria e il secondo a Genova.
Il Banco nasce nel 2000 grazie all'incontro tra le professionalità della Federfarma e l'esperienza nel sociale della Compagnia delle Opere. La missione inequivocabile è rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali già operative in loco. È qui che s'innesca il contatto tra farmacisti, volontari ed enti. È qui che il discorso s'allarga a macchia d'olio. Perché dentro ci finisce l'educazione alla condivisione e alla gratuità.
«Riflettere sull'esistenza di persone che hanno bisogno di generi essenziali e scoprire un desiderio di bene che ciascuno di noi ha dentro»: te lo dice col cuore Marco Castagnola, presidente regionale della Compagnia delle Opere, te lo dice con carte alla mano che registrano un'impennata di adesione lunga cinque anni. «Perché quando la metà di quelli che entrano nelle farmacie dona un farmaco, vorrà ben dire qualcosa. Soprattutto oggi, partiamo da un bisogno concreto. È come riconoscere negli altri Cristo».
Un'operazione che scorre sulla condivisone, che nasce dall'idea di solidarietà del Banco Alimentare, «ma è più complessa-insiste Castagnola-Perché i farmaci sono sottoposti ad una normativa precisa». E ne sa qualcosa Stefano Tambornini, responsabile per Genova del Banco Farmaceutico. Lui, volontario in quello alimentare, si rimette in gioco in un'altra avventura. Più delicata, tecnicamente più contorta, ma l'entusiasmo glielo leggi nei gesti, nei risultati che ti fa passare sotto gli occhi, nel racconto di quelli che partono da Recco per acquistare nella farmacia genovese di via Cairoli uno sciroppo da donare. Perché succede che a volte è contagioso e allora si spiega l'adesione di una cinquantina di farmacie in Liguria, di cui quindici a Genova e altrettante nel Tigullio, per duecentocinquanta volontari. Che sabato, in farmacia, illustreranno l'iniziativa ai cittadini.
E per la scelta del farmaco più adatto da donare (la gamma di quelli trattati arriva ad includere quasi tutte le categorie dei prodotti da banco) c'è il farmacista, che conosce le esigenze dell'ente assistenziale abbinato al suo esercizio. Sarà lui a compilare un coupon per ogni farmaco offerto con allegato lo scontrino. «Il Banco provinciale poi ritira i coupon-spiega Tambornini-e li distribuisce agli enti. Che, se provvisti di presidio medico, possono commutarli direttamente in farmaci. Altrimenti distribuiranno i coupon ai loro assistiti. Gli enti riceventi sono gli stessi dello scorso anno, più qualcuno segnalato dal Banco alimentare. Federfarma dal canto suo dà quel prezioso imput perché il discorso si allarghi, perché tiri dentro più realtà possibile. Già a Milano c'è una multinazionale farmaceutica disposta a donare grossi quantitativi di sciroppo».
Intanto ti dicono che domani scendono in pista 2.150 farmacie, 71 province, 800 comuni e oltre 8.000 volontari di tutta Italia. Che in cinque anni il Banco ha raccolto più di 5.000 medicinali per un valore di 3 milioni di euro e che ne hanno beneficiato 250.000 persone , di cui 600-700 nell’area genovese. Numeri che fanno pensare, che rompono i silenzi, che rimettono in discussione l'uomo con l'uomo. Perché dietro ad un collirio o ad una aspirina c'è una corrente continua.
Sulla brochure del Banco, in calce, le parole di Don Giussani: «C'è qualcosa che veramente deve cambiare nella nostra sensibilità quotidiana. Deve diventare abituale una nobiltà che ci è ancora ignota, ma che presentiamo e di cui presentiamo la necessità, perché sia degna e piena di fascino, di gusto, la vita: la gratuità». Il cerchio si chiude e dentro ci stanno tutti: farmacisti, volontari, enti, persone che hanno bisogno. Tutti, per capire e capirsi.