Regalo ai trombati: 4,5 milioni ai senza pensione

Gli ex parlamentari che non sono stati rieletti possono riscattare i contributi versati in ventidue mesi di attività. Più di 24mila euro a testa per 180 tra deputati e senatori. Indennità per il reinserimento sociale: 9mila euro ogni anno

Milano - Vanno aiutati, poveretti, mettetevi nei loro panni. Da un giorno all’altro si sono trovati così, senza una poltrona, senza un portaborse, senza l’auto blu, insomma in mezzo a una strada. Erano onorevoli, senatori, ora tornano cittadini qualunque. Sai che trauma? E allora, non vogliamo dargli una mano? Sì, è vero, hanno una bella liquidazione per quei ventidue mesi di sudore passati tra la buvette e le aule del Parlamento, impegnati in durissime votazioni, dal lunedì al giovedì, in riunioni di commissione, in impegnativi quiz di cultura generale con le Iene. Ma serviva qualcosa in più. Meno male che il Parlamento ci ha pensato, e ha fatto una leggina per questi sfortunati non rieletti dopo la prima legislatura. Ed eccolo il regalino per addolcire l’amarezza di non essere più tra i banchi.

Un piccolo pensiero, s’intende, ma è pur qualcosa: 24.189,78 euro in moneta contante, passare alla cassa di Montecitorio o Palazzo Madama per ritirare. In tutto qualcosa come 4,5 milioni di euro (secondo i calcoli di Panorama e del Sole24ore) che peseranno sulle casse già provate delle due Camere. La cifra corrisponde ai contributi versati dagli ex parlamentari per quella pensione che, sfortuna loro, non hanno fatto in tempo a maturare visto che la legislatura è finita prima del dovuto. Bastavano solo altri otto mesi e ce l’avrebbero fatta, invece per colpa di Mastella niente da fare. Però i contributi sì, eccoli pronti. Un gruzzolo messo da parte ogni mese, prelevato da quel modesto stipendio di 12 mila euro lordi circa mensili. Spetta a 180 ex parlamentari, 120 ex deputati e 60 ex senatori. Nessun lavoratore in Italia ha questo privilegio e per riscattare i contributi deve aspettare l’età della pensione. I parlamentari no, loro possono averli indietro subito. Chissà quanti di loro nemmeno sapevano di questo ennesimo privilegio. Lo hanno scoperto aprendo la casella della posta, a casa loro. Perché si è scomodato l’Ufficio contabile del Parlamento per informarli dell’assegno in arrivo. Una lettera spedita già prima del voto, a tutti i parlamentari, sicuri eletti e probabili trombati, dove si spiegava in dettaglio la leggina pro-Casta: i non rieletti al primo mandato saranno risarciti dei contributi pensionistici versati nei mesi di attività legislativa, somma corrispondente - come detto - a oltre 24 mila euro rivalutati, si faccia attenzione, «secondo l’indice Istat di incremento annuo dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati». Difficile che siano mai andati a fare la spesa al supermercato, ma c’è il Parlamento che tiene d’occhio per loro i prezzi di latte, pane e ortaggi, non sia mai che il gruzzolo si assottigli troppo e non ce la facciano ad arrivare alla fine del mese.
Basta che presentino una richiesta di rimborso e il bonifico partirà automaticamente. Anche i contributi di reversibilità, per chi li avesse versati, sono riscattabili. Tutto semplice, immediato, come è efficiente la burocrazia italiana.

Ma già c’era dell’altro. L’incredibile «indennità di reinserimento sociale» per gli ex parlamentari, nemmeno fossero tossicodipendenti, detenuti che tornano alla vita civile dopo anni di reclusione. Eppure per «reinserire» nella società gli ex onorevoli e senatori è prevista una congrua somma, che equivale a circa 9mila euro per ogni anno passato nelle Aule parlamentari. I nostri sfortunati, avendo faticato 22 mesi, riceveranno comunque 18mila euro, come se avessero fatto due anni completi. Perché anche il tempo, dalle parti di Montecitorio, segue leggi particolari. Sei mesi più un giorno, solo per un in politici, equivalgono a un anno.

Così, giusto per fare un esempio, al no global Francesco Caruso dovrebbero arrivare tra contributi e aiuti per il «reinserimento sociale» qualcosa come 42mila euro puliti, esentasse per giunta. Niente male per uno come lui che proprio adesso, dopo essere stato trombato, scopre la necessità di una nuova sinistra «extraparlamentare». Anche all’ex deputato trans di Rifondazione, Luxuria, arriverà la stessa cifra, quel che ci voleva per un nuovo intervento di chirurgia plastica. Ma sono una legione gli ex parlamentari, sconosciuti e conosciuti, che riceveranno lo stesso regalo. Tra di loro c’è anche il fratello di Alfonso Pecoraro Scanio, Marco, meteora della politica. Altri sono i fuoriclasse, più longevi politicamente, che grazie alla stessa legge sbancheranno Camera e Senato. Un nome per tutti: il «reinserimento» del comunista Armando Cossutta costerà allo Stato 345.744 euro.