«Reggina e Olympiakos, gare da elmetto»

Jacopo Granzotto

Ritiro sì, ritiro no. L’argomento è vecchio come il calcio. Su riti e miti del ritiro è costruito un pezzo di storia italica fatta di pane, salame e tanti calci, puliti, a un pallone. Indimenticabili i raduni di Herrera e Scopigno, ma anche quelli di Liedholm, Eriksson e Capello. E poi quelli punitivi di Gaucci in stamberghe a mezza stella. Passati trent’anni, hanno ancora senso i ritiri nel mondo del calcio? Secondo Maldini e Totti, capitani di lungo corso, no. Ed è appunto il dibattito sull’utilità o meno del ritiro a dar pepe alla tranquilla vigilia di Reggina-Roma o forse dovremmo dire del prossimo importante turno di Champions con l’Olympiakos.
Dibattito nel quale si inserisce Spalletti al quale è capitato di non portare la Roma in ritiro prima di una partita. Lo ha fatto lo scorso anno prima di gare di coppa Italia, ma la sua intenzione sarebbe di farlo sempre. «Il mio parere è sempre lo stesso, al di là che l’abbia detto Maldini. Se avrò la possibilità di farlo comincerò a non portare la squadra in ritiro. Anche perché guardando il calendario fino a Natale ci saranno tante partite e io penso che spesso tenere tutti rinchiusi sia più deleterio che altro. O si ha fiducia nei ragazzi o le cose vanno dette in faccia, ma senza imposizioni». Unica controindicazione: «Quando si ha a che fare con un gruppo piuttosto giovane».
Dal ritiro al rinnovo del contratto. Spalletti è pronto «a fare come Ferguson e Wenger». Il mister fa capire che se la società gli proponesse un progetto chiaro non si farebbe aspettare. Lo fa indirettamente, parlando della figura dell’allenatore alla Ferguson o alla Wenger. Rimanere cioè sulla stessa panchina dieci anni e oltre. «Dare forza all’allenatore è un atteggiamento giusto da parte di una società».
Dopo i massimi sistemi, l’attualità della trasferta a Reggio Calabria. «I nostri giocatori hanno imparato a valutare quello che vanno ad affrontare - afferma Spelletti - non c’è pericolo: la Roma andrà a Reggio Calabria con la mente al campionato». Anche se mercoledì è in programma la trasferta di Champions contro l’Olympiakos Pireo il tecnico è sicuro che la squadra non sottovaluterà la gara di domani: «Due trasferte che si assomigliano, sono squadre che danno battaglia in ambienti difficili, i tifosi gli daranno un grande contributo anche per come sono fatti gli stadi». E poi c’è Mazzarri: «Lo conosco bene, sa fare il suo lavoro».
La sosta per la Roma è stata deleteria, sono sempre troppi gli acciaccati in casa giallorossa, per una situazione - ora che la stagione sta entrando nel vivo - che diventa inquietante: «Devo prendere in considerazione quelli che sono a disposizione, non cercare di recuperare un giocatore in extremis come poteva essere Panucci oggi. In settimana abbiamo lavorato in pochi anche per via delle partite con le nazionali. Vucinic ha avuto un problema al ginocchio in partitella, ma sono problemi di assestamento che deve saper gestire. Totti ha lavorato un po’ di più sotto l’aspetto fisico per trovare la condizione. Mancini è recuperato. Taddei sente ancora dolore ma sta recuperando, verrà con noi e poi valuteremo. Aquilani ha un affaticamento muscolare che si è portato dietro dalle due gare giocate con l’Under 21. Montella infine ha avuto dei piccoli problemi all’adduttore, non sarò certo io a rischiarlo».
Queasta dunque la probabile formazione: Doni, Cassetti, Ferrari, Chivu, Tonetto, De Rossi, Rosi, Perrotta, Pizarro, Mancini, Totti.