Reggina felice col gol di carambola

Antonello Lupis

da Reggio Calabria

Dopo due consecutivi e polemici capitomboli (uno a Livorno in zona Cesarini, l'altro in casa col fanalino di coda Treviso), la Reggina di Mazzarri è tornata a galla conquistando una meritata vittoria contro la brutta e imbarazzante Lazio di Delio Rossi, orfana, però, del suo trascinatore e giocatore-simbolo, Paolo Di Canio.
L'avvio del match è stato tutto di marca calabrese tant'è che dopo appena due primi è stato Cozza, su un traversone dalla sinistra di Modesto, a sfiorare, con un tiro al volo, la traversa della porta difesa da Ballotta.
Il dinamismo, lungo la linea mediana, di Biondini, Vigiani e Paredes, ha sempre messo in difficoltà la Lazio e in modo particolare i due centrali Liverani (e poi Baronio) e Dabo, costretti a rincorrere e a «coprire» e non a costruire. Isolati Rocchi e Pandev.
Pure nella ripresa il copione non è mai cambiato tant'è che la Reggina prima di passare in vantaggio ha sfiorato tre volte la marcatura con Missiroli, Mesto e Cozza: bravissimo, in tutte le occasioni, Ballotta. La rete, però, era nell'aria tant'è che giunge al 32' grazie ad un'autorete di Zauri che a seguito di uno sfortunato rimpallo ha beffato, colpendo involontariamente il pallone col braccio, il suo portiere Ballotta. Il pressing finale della Lazio, peraltro molto confuso, non ha in seguito prodotto nulla di buono.