Il regime di Mugabe minaccia di morte diplomatica inglese

da Harare

Dopo l’arresto e il brutale pestaggio di 30 oppositori - nove dei quali sono stati addirittura prelevati dall’ospedale da agenti di sicurezza -, il regime di Robert Mugabe, passa alle minacce di morte. E lo fa sul quotidiano governativo The Herald, minacciando direttamente un diplomatico inglese, la signora Gillian Dare: «Sarebbe un peccato per la sua famiglia accogliere la sua salma all’aeroporto di Heathrow dentro un sacco nero, come alcuni suoi colleghi dall’Iran o dall’Afghanistan».
La «colpa» di Gillian Dare, accusata di «interferenze» nella politica dello Zimbabwe, è quella di aver fatto visita in ospedale ai membri del partito d’opposizione «Movimento per il cambiamento democratico» arrestati e brutalmente torturati dalla polizia, oltre che di dirigere una «campagna di propaganda e terrore» antigovernativa. Londra ha naturalmente smentito le accuse.
Il 30 marzo scorso l’83enne Robert Mugabe, che governa il Paese col pugno di ferro dal 1980, è stato ricandidato dal suo partito per le elezioni presidenziali del 2008. La ricandidatura di Mugabe è stata definita una «tragedia nazionale» dal leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai, tre settimane fa arrestato arrestato a sua volta dopo aver riportato una frattura cranica. Perfino Washington l’ha definita «triste e scandalosa».