Il regime siriano stringe la morsa sui dissidenti nel silenzio dell'Occidente

I militari siriani e i membri della shabbiha, la milizia fedele al presidente Bashar al-Assad, sono entrati a Homs, dopo averla bombardata senza sosta negli ultimi sei giorn

I militari siriani e i membri della shabbiha, la milizia fedele al presidente Bashar al-Assad, sono entrati a Homs, dopo averla bombardata senza sosta negli ultimi sei giorni. Lo riferiscono gli attivisti, secondo i quali i militari dissidenti che si nascondevano all'interno dalla città, in particolare nel suo quartiere Bab Amro, sono fuggiti e le truppe di lealisti sono entrate in città, conducendo rastrellamenti e arresti. In molti, tuttavia, hanno abbandonato da tempo le loro case, rifugiandosi in altre località.
Sempre secondo gli attivisti, solo tra ieri e oggi i bombardamenti dell'esercito hanno fatto almeno 23 morti a Homs. I feriti sarebbero centinaia. «Non ci sono beni alimentari in città, non c'è acqua e non c'è elettricità», ha detto l'attivista Omar Idlibi dal Libano all'agenzia di stampa Dpa. «Homs è sotto assedio, con 76 checkpoint militari allestiti per monitorare i movimenti di chiunque», ha aggiunto.