Regina Carter: niente invenzioni Tanto swing e un grande Ravel

La violinista Regina Carter ha suonato al club Blue Note di Milano in quintetto con Darryl Harper clarinetto, Xavier Davis pianoforte, Matthew Parrish contrabbasso e Alvester Garnett batteria. Garnett è l'unico superstite del cd che le è più caro (Paganini: After A Dream) per il quale le fu permesso di usare il violino Guarneri di Niccolò Paganini, detto «Il cannone», che il compositore lasciò alla città di Genova. Chi si aspettava da Regina Carter un jazz futuribile si è dovuto ricredere. La violinista ha presentato al pubblico - folto e incuriosito come sempre accade per il violino nel jazz, che è tuttora una rarità - una pregevole musica anni Trenta, accentuata dalla partecipazione del clarinetto goodmaniano di Darryl Harper. Vi hanno contribuito i temi d'epoca, ad esempio Bei Mir Bist du Schon di Sholom Secunda e A Tisket A Tasket immortalato da Ella Fitzgerald. Molto apprezzata un'incursione classica con la Pavane Pour un'Enfante Defunte di Maurice Ravel.