La regina contro i paparazzi: "Nessuna fotografia a Corte"

Elisabetta scrive ai direttori dei giornali britannici e chiede il
rispetto della privacy dei reali La lettera contiene il fermo invito a
non utilizzare scatti "rubati": altrimenti sono pronti i legali

Londra - Sono decenni - si può dire dal dopoguerra, dall'affermazione del rotocalco in avanti - che fotografi e giornalisti di certa stampa ci inzuppano il biscotto. È un genere che tira, non c'è niente da fare. Il gossip, il pettegolezzo, la sbirciata nella vita dei ricchi e potenti, meglio ancora se la sbirciata arriva e magari supera la soglia della camera da letto, hanno milioni di appassionati ai quattro angoli del mondo. Una volta, ai tempi della Dolce Vita e delle Vacanze Romane, si chiamava stampa rosa. Con l'andare del tempo ha cambiato colore, virando sempre più spesso verso il verdino del torbido e il giallo del ricatto, dello sputtanamento compiaciuto, del danno d'immagine, del vetrioleggiamento di persone perbene che hanno avuto solo la dabbenaggine di entrare nella porta girevole della celebrità.

Che c'è di più divertente, per il lato plebeo che alberga in molti, fottuti dall'invidia e dalla rabbia di essere dei signori nessuno, del vedere una chiappa nuda del principe d'Inghilterra mentre risale a bordo di un lussuoso yacht ormeggiato davanti all'esclusiva isola greca di Skorpios? E le scappatelle di lord Snowdon e la tristezza della principessa triste per antonomasia, Margaret? E gli amori di Caroline e di Stephanie? E quelli della principessa Diana? Ah che goduria i loro passi falsi, le loro dita nel naso.

Ora, a dire basta, per la prima volta dopo decenni passati nel frullatore - sputtanati e sfottuti a sangue in nome di una malintesa libertà di stampa e di un altrettanto malintesa e snobistica libertà di critica concessa ai sudditi - è sua maestà la regina d'Inghilterra. Proprio lei, l'inattaccabile regina che dall'alto del suo trono ha visto volare gli stracci della sua Royal Family senza neppure alzare un sopracciglio.

La richiesta di fermare i paparazzi sfarfallanti intorno alla Famiglia in attesa di un flash indiscreto è stata avanzata personalmente da Elisabetta II in una lettera ai direttori dei giornali e delle riviste del Regno Unito. Niente parole forti, nessuna minaccia, ancorché velata, niente discorsi ampollosi. Solo l'esplicitazione di una franca scocciatura e la richiesta, garbata come può esserlo una richiesta della regina, di rispettare le leggi sulla privacy e di non pubblicare più immagini della famiglia reale rubate dai fotografi.

Forse è una guerra persa in partenza, troppo forte e imperiosa essendo la pressione della «domanda», soprattutto nel regno dei tabloid, che sale dal popolo degli sfigati acquirenti di tante riviste baggiane. Ma qualcuno doveva pur cominciare a ribellarsi, e a parte i cazzotti e le borsettate distribuiti con imparziale ma benedetta determinazione da divi e dive dello show biz, accennare all'esistenza di avvocati, giudici e corti di giustizia.

La notizia della potente incazzatura di Elisabetta è stata rivelata dal Sunday Telegraph e confermata da Buckingham Palace, che ha ricordato le incursioni degli ultimi anni attorno alle residenze dei reali, senza fornire altri dettagli sulla lettera «privata» e - tanto per stare in tema - «non destinata alla pubblicazione».

Funzionerà? Il primo banco di prova, dicono a Londra, saranno le feste natalizie, periodo tradizionalmente generoso di scoop sulla famiglia perennemente sotto torchio. Da quest'anno, per far vedere che la misura è colma, Sandringham House, la residenza di campagna nella contea di Norfolk, dove i reali trascorreranno le vacanze, sarà blindata con posti di blocco e sorveglianza rafforzata.
Ai paparazzi, del resto, la famiglia reale inglese ha già versato un tributo insopportabilmente alto, se è vero - come è vero - che l'inseguimento dei paparazzi nel tunnel dell'Alma, a Parigi, fu la causa dell'incidente d'auto che costò la vita a Diana, nel 1997.
I bersagli più gettonati sono attualmente il principe William e la fidanzata Kate Middleton. Per proteggere la Middleton dall'intrusione dei fotografi, lo studio legale del principe Carlo, Harbottle & Lewis, ha persino pensato di citare in tribunale alcuni paparazzi per molestie e di ottenere un'ingiunzione contro di loro.