La «regina» degli immobili. A colpi di mazzetta

Arrestata per estorsione «Isabella», cinquantenne esperta di aste

Stefano Vladovich

Percentuali sugli acquisti, liste di imprenditori noti e meno noti del litorale e, soprattutto, decine di conti bancari intestati a parenti e amici. È stata arrestata la «regina delle aste», ovvero un’agente immobiliare assidua «battitrice» di ville e appartamenti messi all’incanto dai Tribunali fallimentari di Roma e Civitavecchia. Cinquant’anni, Elisabetta S., conosciuta nell’ambiente come «Isabella», per oltre dieci anni ha partecipato all’acquisto di immobili provenienti da imprese cadute in disgrazia. Come l’appartamento extra lusso che stava cercando di accaparrarsi in tutti i modi, al massimo ribasso d’asta, eliminando la concorrenza. Come? Proponendo, sottobanco, transazioni a dir poco illegali. Una persona, insomma, senza scrupoli.
«L’altro giorno ha avvicinato un imprenditore interessato anche lui all’aggiudicazione della casa - spiega il maresciallo Giuliano Mangoni, comandante della stazione dei carabinieri di Civitavecchia - e gli ha proposto un accordo a suon di bigliettoni. Minacce di ogni tipo a lui e alla sua famiglia se non avesse ritirato l’offerta o, in alternativa, se non avesse accettato di pagarle una somma di denaro come buonuscita, una percentuale considerevole sul valore dell’immobile». L’uomo finge di accettare: una prima tranche di soldi il giorno dopo, il resto ad affare concluso. L’uomo denuncia immediatamente l’accaduto ai carabinieri di via Giuliano da Sangallo. Il piano è semplice ma efficace: venerdì mattina, all’appuntamento per la consegna del denaro davanti alla Procura della cittadina portuale, assieme alla vittima dell’estorsione c’è anche un gruppetto di militari travestiti da avvocati. Isabella è tranquilla e non sospetta nulla, così intasca la mazzetta per abbandonare l’asta. Un secondo dopo scattano le manette ai polsi. Le accuse? Estorsione aggravata e turbativa d’asta.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Pantaleo Polifemo, sarebbero appena cominciate. Al vaglio degli inquirenti, difatti, centinaia di documenti sequestrati nei vari appartamenti della donna disseminati tra Civitavecchia, Santa Severa e Cerveteri. Tra questi ci sono ordinanze di aste fallimentari che sono state battute negli ultimi dieci anni, contratti di acquisto di terreni, case, garage, villini e liste di facoltosi imprenditori.
Per finire conti correnti da capogiro distribuiti fra una moltitudine di istituti di credito italiani e stranieri.