Regina Margherita da salvare

Quel processo di partecipazione che il centrosinistra regionale si illude di aver conseguito nella gestione dei servizi sanitari, naufraga malamente quando si vanno a registrare le posizioni delle forze sociali. Forze costituite da comitati di quartieri e da associazioni di cittadini che, senza peli sulla lingua, ribadiscono il loro «no» alla chiusura dei posti letto negli ospedali pubblici del centro della capitale. Un diniego confermato ieri dall’Associazione a tutela del centro storico e dall’Arca di Trastevere, nell’assemblea pubblica tenuta all’ospedale Nuovo Regina Margherita alla presenza dell’assessore Augusto Battaglia. L’accusa per la giunta Marrazzo è di non aver concertato col territorio un piano di riorganizzazione ospedaliera e ambulatoriale che tenga conto delle istanze dei residenti. Una preoccupazione espressa dalle stesse rappresentanze sindacali della Asl Roma A (dove è previsto il taglio di un migliaio di posti letto) che hanno dichiarato il loro completo disappunto di fronte alle riorganizzazioni del nosocomio di Trastevere in hospice, alla chiusura dell’ambulatorio polispecialistico di via del Melone e al futuro incerto dell’ospedale San Giacomo. Un futuro incerto che farebbe il paio con la messa in mobilità del personale sanitario in esubero. Già, perché il modello di assistenza che intende perseguire l’assessore prevede il cambiamento radicale dei protocolli d’intervento terapeutico in nome di quella che è la sua precisa intenzione: «Curare la gente a casa propria». Come? Facile. Basta creare i presupposti (i tagli ai posti letto) e avviare «un mega progetto regionale per l’assistenza domiciliare». Sui tempi di attuazione l’assessore taglia corto: «Serve approdare a un modello condiviso per stilare il capitolato di gara e poi partire subito con il bando. Mi auguro che prima dell’estate si riesca a definire l’intero programma». Una posizione che però non sembra appunto «condivisa» dal presidente della commissione Sanità Franco Dalia che, nello stesso consesso, propone invece un’assistenza territoriale non studiata a tavolino ma sulla base di parametri precisi e determinati dalla densità di popolazione nei singoli distretti sanitari, e quindi nei municipi, cercando di tirare in ballo le istituzioni locali. Ma c’è pure chi punta ancora più in alto, fino alla massima autorità sanitaria cittadina: il sindaco. Sono i consiglieri di An Alessandro Cochi, Federico Guidi e Luca Gramazio, che ieri hanno organizzato un volantinaggio all’ingresso del Nuovo Regina Margherita per opporsi al taglio di 130 posti letto dell’ospedale, chiedendo l’intervento esplicito di Walter Veltroni nella disputa sanitaria. «Vogliamo impegnare il sindaco - scrivono in un comunicato congiunto - affinché si opponga all’iniziativa di smantellare una delle strutture più importanti della sanità romana, il Nuovo Regina Margherita, e chiediamo l’apertura di un tavolo tecnico per discutere il piano di riorganizzazione sanitaria, dove partecipino anche Campidoglio e singoli municipi».