La prima regina del «New Yorker»

Tina Brown comincia la sua carriera di giornalista durante l’università, a Oxford. L’anno prima di laurearsi, nel 1973, vince il Drama award del Sunday Times e inizia a collaborare col quotidiano. A 25 anni diventa direttore del Tatler: la storica rivista quadruplica le vendite, anche grazie alla poplarità di Lady Diana. Il mensile è comprato da «Si» Newhouse, mentore di Tina Brown che, nel 1983, si trasferisce a New York, a Vanity Fair. L’anno dopo ne diventa direttore: porterà le copie da 200mila a un milione. Nel ’92 è chiamata al New Yorker: è la prima donna alla guida della prestigiosa rivista. La sua gestione, molto criticata (porterà il primo fotografo di redazione, Richard Avedon, e molti giovani talenti, ma è accusata di «volgarizzare» la rivista) fa guadagnare 250mila lettori. Lascia nel ’98 per fondare il mensile Talk che, però, si rivela un insuccesso.