La regina della tv lancia Wiesel e lui scala la top ten

Dopo le scottature del falso memoriale di Frey, Oprah Winfrey mette il bollino sul libro del premio Nobel

New York

Come trascorre i suoi fine settimana la regina indiscussa dell’entertainment televisivo americano? Si sdraia sul divano e legge. Non solo: Oprah Winfrey, col suo potere medianico, riesce anche a convincere milioni di americani, nelle loro case, a leggere con lei. Il suo è un tam tam che invita casalinghe, ragazzini, pensionati e donne in carriera a leggere. E a comperare milioni di copie di quel libro che lei presenta una volta al mese nel suo show televisivo del lunedì, oppure sulla sua pagina web o sulla classifica trascritta sul suo mensile intitolato semplicemente O: dove rivela, quasi sottovoce, i titoli dei suoi libri «personali», dai classici ai manuali degli how-to sulle ultimissime diete.
La regina nera della televisione americana anni fa, nel 1996, si era lanciata nel mondo dell’editoria forse senza nemmeno sospettare che i suoi «suggerimenti letterari» sarebbero potuti diventare legge e trasformare gli autori preferiti in miliardari. Ma qualsiasi libro promosso durante il suo show finora ha raggiunto vette inaspettate di vendite: si parla di milioni di copie come quelle vendute, in meno di due mesi, da James Frey con le sue memorie di ex drogato. Grazie ad una piccola parola di Oprah, Frey si era visto catapultare in cima alle classifiche dei best seller con In un milione di piccoli pezzi (edito in Italia da Tea) prima che qualcuno rivelasse che quel diario di ex drogato finito in prigione e calpestato da tutti sia stato in parte inventato. Mentre le grandi catene di librerie americane come la Barnes and Nobles chiedevano scusa per il piccolo inganno del libro di Frey e promettevano ai clienti un immediato rimborso, Oprah è rimasta fedele al suo autore. Nel corso del talk-show di Larry Kind, in prima serata sulla Cnn, si è fatta sentire al telefono, difendendo la profonda bellezza del memoriale e l’importanza che milioni di drogati lo leggessero ugualmente, per aprirsi il cuore.
Così le vendite sono tornate ad impennarsi mentre lei, leggermente scottata, decideva di optare a gennaio per un libro più sicuro: una nuova edizione di quel Notte che il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel aveva scritto 45 anni fa e che riporta gli americani nell’orrore dell’olocausto. Ripreso in mano da Marion, vedova di Wiesel nonché sua traduttrice, e corretto fin nei minimi particolari - per non ripetere l’errore di Frey - adesso Notte è il libro più letto dagli americani.
«Come Martin Luther King anch’io ho un sogno e spero che il profondo messaggio di questo libro scolpisca il cuore di tutti gli esseri umani e che non sia mai dimenticato» ha dichiarato Oprah e in meno di due giorni Notte è diventato il nuovo best seller Usa, grazie anche alla potenza del Book Club Internet di Oprah. Basta farsi soci per entrare in un salotto «letterario» dove ci si ritrova tra milioni di amici e leggere non è più un momento di solitudine. Dall’intervista di Oprah con Wiesel alle mappe fotografiche dei campi di concentramento, dalla storia della Shoah alle chat-room, alla possibilità di inviare alcune domande a Wiesel (che risponde quotidianamente) e la promessa di Oprah di recarsi anch’essa con Wiesel a visitare i lager (e di portavi gli spettatori), leggere diventa un’esperienza universale: si può persino personalizzare un segnalibro e stamparlo.
Questo è il suo segreto: far sentire al lettore che lei, Oprah, è lì con lui a sfogliare un libro, al quale è incollato il bollino rosso di «Book of the month».
La polemica del memoriale di Frey l’ha bruciata? Non più di quanto fosse successo nel 2001, quando un giovane e impertinente Jonathan Franzen si era inviperito di fronte al fatto che Oprah avesse attaccato il suo bollino a Le correzioni. «Non è un romanzo da supermercato» aveva protestato prima che la sua casa editrice, Farrar Straus and Giroux lo mettesse a tacere ricordandogli che, da 90 mila copie vendute pre-Oprah, il libro era salito a 680mila e continuava a vendere.