Regine, poeti, casinò I primi cento anni del «Portofino Kulm»

Per caso in un baule. I telegrammi, le foto ingiallite, la Regina Margherita di tre quartE'i: è la storia del Portofino Kulm sparsa sul fondo, con la casualità dei suoi cent'anni che senti danzarti nelle orecchie. Belle Epoque, Liberty immutato nelle ristrutturazioni, il fruscio dei taffettà nei saloni. Tutto un secolo ad incrociare Storia e personaggi.
Dal monte di Portofino l'albergo simbolo di quel Novecento della rivoluzione d'ottobre ancora da venire, della storia d'amore romanzata da Giovanni Ruffini, dell'aristocrazia e borghesia internazionali, degli inglesi che colonizzano. L'inaugurazione nel maggio 1908: ieri l'omaggio ai suoi cento anni. Brochure, pochi minti di filmato d'epoca, foto a scorrerne bellezza e prestigio negli anni.
È l'intuizione del finanziere Sebastiano Gaggini, originario del Canton Ticino, ad inventare il Kulm. Lui e quel monte da tastare in lungo e in largo che non basta mai: pensa ad un belvedere con tre cannocchiali per prendere fiato. È nella sua Svizzera allungata sul mare che cresce il Portofino Kulm, in concorrenza con il Rihi Kulm di Lugano. Gaggini punta al bel mondo: Mosca, Londra, Parigi e dopo Capodanno l'appuntamento al Kulm. La Regina Madre dal 1908 lo elegge a luogo ideale per le vacanze di famiglia reale e corte. Sono le atmosfere del Mann di «Morte a Venezia», l'aria salubre, i bagni di sole, le passeggiate sul monte. Delizie, che Gabriele D'annunzio rivendica sostituendo il «barbarico» Kulm con «Vetta» e sarà Portofino Vetta per quasi un secolo. L'eco si smorza con la Grande Guerra: l'albergo diventa un campo di prigionia per gli austro ungarici, poi ospedale militare con gli ufficiali feriti a siglare quel Libro d'Oro in cui Gaggini raccolse le firme dei suoi ospiti illustri. Marconi, Puccini, Susanne Lenglen, Nedo Nadi e Italo Balbo incrociano l'albergo, testimone anche di una frenetica attività diplomatica legata ai trattati di pace di Genova e Rapallo.
Mentre la creazione dell'Ente Parco nel 1935 salva il Monte dalla speculazione, l'albergo decade. Sarà Fondiaria agli inizi degli anni '90 a rilanciarlo con Raul Gardini e la sua scuola per manager. Fino alla morte e all'ingresso della Portofino Kulm srl delle famiglie De Ferrari e De Gregori. Flash sul juke box ante litteram e il casinò lungo sei mesi.
Oggi la seconda vita del Kulm con il centro wellness Messeguè, il ristorante by Zeffirino e i suoi menù ad hoc sui pacchetti benessere. E in pieno Gaggini-style la scelta-natura: l'accordo con Lega Ambiente per la sentieristica, la collaborazione del Parco garantita dal presidente Franco Olivari, i fondi promessi dall'assessore regionale Margherita Bozzano e la sinergia con il Comune di Camogli confermata dal vice sindaco Elisabetta Caviglia. Ad agosto in mostra i reperti che raccontano cent'anni di Kulm: il sifone, l'aquila, il Libro d'Oro. Bauli da svuotare per colorarne la Storia.