Al regio Carlo Felice si replica con il Modena

La ricca borghesia della città di San Pier d'Arena nell'800, vuole costruire il teatro, poiché i «genovesi» si vantano di avere il Carlo Felice.
Il 5 aprile 1856 Giovanni Bruno, commerciante, compra il terreno per la costruzione dell'opera, un grande orto del costo di 26 mila lire, fronteggiante la nuova «strada reale», a fianco della villa di proprietà del nobile Giulio Centurione. In un solo anno l'edificio viene costruito e per finanziare l'intero stabile si affiancano al promotore Bruno molti finanziatori, tutti facente parte di quella borghesia un po' giacobina che si ritrova nel «Circolo Unione», definito dal popolo «il club dei signori».
L'inaugurazione ufficiale si ha il 18 settembre 1857 e il nuovo teatro apre le sue porte con la rappresentazione dell'opera lirica «Tutti in maschera» del Petrotti.
Il teatro di San Pier d'Arena prende il nome dal grande attore Gustavo Modena, nato a Venezia, mazziniano e repubblicano, combattente nelle battaglie risorgimentali, ricercato dalle Polizie di mezza Europa per le sue idee politiche. «Se il Carlo Felice aveva un nome “regio” i sampierdarenesi scelgono per il loro teatro il nome di un temerario repubblicano a riprova della loro “ripicca” a Genova e avversione alla famiglia sabauda. Dobbiamo ricordare - puntualizza Remedi - che il re Carlo Felice di Savoia compra, con quattrini propri, ben 7 palchi del teatro che gli sarà dedicato, una cosa mai vista a Genova e il suo palco viene chiamato “il palco reale”; con l'ennesimo sberleffo Sampierdarena vanta “il palco del sindaco” o “loggia del comune” nel nuovo edificio. Anche il teatro precedente al Modena, era stato costruito in riva al mare e gli amministratori del tempo gli avevano dato il nome di una donna, l' attrice Adelaide Ristori; che per quei tempi, questa provocazione era da considerarsi una sfida bella e buona».