Regionali Bossi si «prende» Veneto e Piemonte Ma Gasparri frena: «È una richiesta eccessiva»

«Alla Lega va il Veneto e il Piemonte». Umberto Bossi considera chiuso l’accordo sulle candidature alle prossime elezioni regionali. Al Carroccio vanno le più importanti regioni del Nord Est e del Nord Ovest, mentre al Pdl resterà la Lombardia, ha assicurato ieri a Somma Lombardo inaugurando una sede del partito. Bossi non ha detto chi saranno i candidati del centrodestra alla successione di Mercedes Bresso e Giancarlo Galan. In Lombardia comunque «resta l’attuale presidente», Roberto Formigoni, «ma con un vicepresidente della Lega». Il leader del Carroccio e ministro alle Riforme auspica poi convergenze con il Pd sulla giustizia. E assicura: la maggioranza è pronta a collaborare con le opposizioni. «Abbiamo le nostre idee. E già abbiamo un primo testo. Adesso bisognerà portarlo in Commissione e poi trattare con l’opposizione». Ma il giudizio sul nuovo segretario è negativo. «Bersani parte male. Non ha capito che al di sopra del Po chi è contro la Lega è morto. Non mi pare che sia così difficile da capire. Chi è nostro alleato vince».
Poche parole sul tema del giorno: gli equilibri all’interno del centrodestra e il disgelo con l’Udc. «Noi abbiamo una serie di dubbi, però se Berlusconi tratta vuol dire che ha valutato bene le cose». Si ci sarà un’alleanza con i centristi «lo decide Berlusconi». Cautela anche sulla questione dei fondi per la sicurezza, che il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva chiesto al ministro del Tesoro e che per questo era stato richiamato dallo stesso Bossi. La querelle dovrebbe finire bene: «Tremonti mi ha assicurato che darà una mano a Maroni. Quindi non dovremo votare emendamenti strani che metterebbero in pericolo la sicurezza del governo». Su questo tema, quindi, secondo Bossi, Maroni non avrà bisogno dei voti dell’opposizione. Ad esempio quelli dell’Udc che si era detta disponibile ad appoggiare il ministro: «Lo faremo all’interno della coalizione». Ma in serata il capogruppo del Pdl alla Camera, Maurizio Gasparri, frena gli entusiasmi del Senatùr: «È ragionevole che la Lega Nord chieda e ottenga una candidatura, ma una seconda è un po’ eccessiva». Secondo il presidente dei deputati azzurri, intervenuto a Trieste a margine di un convegno sul Muro di Berlino, «mentre per il Veneto la vittoria è molto probabile indipendentemente dal candidato presidente, in Piemonte serve una riflessione. Enzo Ghigo (Pdl) è più apprezzato dell’esponente del Carroccio Roberto Cota».