Regionali, diktat di Berlusconi sulle liste pulite: candidature ai «raggi x» per escludere sorprese

Candidature regionali sotto le lenti d’ingrandimento per escludere sorprese dalla magistratura nel corso della campagna elettorale. «Abbiamo deciso che le persone sottoposte a indagini o processi non debbano essere ricomprese nelle liste elettorali» ha spiegato Silvio Berlusconi, aggiungendo che se ci sono dubbi sulla colpevolezza, sarà l’ufficio di presidenza a decidere caso per caso. Tutti i nomi saranno nuovamente passati al setaccio prima di presentarli al giudizio degli elettori, così da tenere fuori eventuali «birbantelli». L’operazione è stata avviata ieri sera, quando Roberto Formigoni si è presentato a Palazzo Grazioli dichiarando: «Siamo qui per chiudere le liste».
Massimo Corsaro, vice coordinatore regionale, non esclude che vengano chiesti sacrifici anche in presenza di dubbi: «Il rischio potenziale è una questione molto delicata, ma per far prevalere la serenità della campagna elettorale, è necessario ricorrere a un criterio di trasparenza». E aggiunge: «Verificare l’opportunità delle candidature può portare a decisioni dolorose, che magari saranno assunte senza criteri oggettivi». Le situazioni più complesse sono nel collegio di Monza e Brianza e a Como. Giancarlo Abelli potrebbe continuare a dedicarsi a tempo pieno al partito invece di candidarsi alle regionali.