Regionali, già pronti liste e listino: gli esclusi puntano sul ripescaggio

Giochi quasi fatti per le candidature del Pdl alle elezioni regionali di marzo. «Ormai - assicura Ignazio La Russa - manca soltanto la decisione finale del coordinamento nazionale». Solo un via libera a quanto deciso nel vertice lombardo dell’altra sera a cui hanno partecipato, oltre a La Russa, il coordinatore regionale Guido Podestà, Letizia Moratti, Luigi Casero, Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini e Massimo Corsaro. Anche se tra lunedì e martedì è previsto l’intervento di Silvio Berlusconi che promette una limatina alle liste. Oltre ai nomi indicati direttamente da lui nel listino «bloccato» del presidente. Ovvero i 16 (ma solo 8 se la coalizione Pdl-Lega dovesse superare il 61 per cento, come oggi dicono i sondaggi) che entreranno in consiglio senza bisogno di preferenze. Quattro (o più probabilmente tre) i nomi del premier: si parla del massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli, del geometra di Arcore Francesco Magnano e dell’igienista dentale conosciuta durante la sua convalescenza al San Raffaele.
In quota Formigoni entra il capogruppo del Pdl al Pirellone Paolo Valentini. I due posti di Podestà vanno a Doriano Riparbelli, assessore in Provincia nella giunta Colli e a Marco Pagnoncelli. Tre per gli ex An: Roberto Alboni, vicecapogruppo Pdl in consiglio regionale, Pietro Macconi, presidente della commissione Sanità e il bresciano Enrico Mattinzoli, ex assessore provinciale, oggi nel consiglio di sorveglianza di A2A e spinto da Viviana Beccalossi. Sei i posti per la Lega. Oltre a al deputato Andrea Gibelli che sarà vice presidente, il presidente del consiglio regionale Giulio De Capitani, Monica Rizzi, l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani, Mario Cavallin per Varese e Cesare Bossetti di Magenta. Fuori Sveva Dalmasso, in quota al presidente emerito Francesco Cossiga con una nuova regola che esclude dal listino chi ne abbia già fatto parte due volte. Visto l’affollamento, fa un passo indietro Letizia Moratti che rinuncia alla sponsorizzazione di Alberto Bonetti Baroggi.
Risolto il caso di Massimo Buscemi che correrà a Milano e non a Varese. Al suo posto l’assessore all’Agricotura Luca Ferrazzi (area ex An) che potrebbe così entrare in consiglio insieme al ciellino e fedelissimo di Formigoni Raffaele Cattaneo. Fuori Nino Caianiello, uomo forte del Pdl nel Gallaratese. Ma in cambio per lui è già pronto un posto importante al Pirellone. Giulio Boscagli, cognato di Formigoni, correrà nel feudo di Lecco. In bilico Gianluca Rinaldin a Como, risolto il caso Abelli a Pavia. Correrà nel collegio di casa, anche se per lui è già pronta una collocazione di prestigio all’interno del partito quando Sandro Bondi diventerà, come si dice, coordinatore unico del Pdl. Ancora in fermento Monza dove ieri Guido Della Frera ha chiamato a raccolta imprenditori e militanti. «Qui in Brianza la gente è stupita per le scelte - spiega Della Frera - Io ho fiducia in Podestà che ha lanciato la mia candidatura. Si dice che io sia incompatibile per la mia attività di imprenditore, ma così non è». Davanti a lui ci sono ancora Franco Giordano appoggiato dal vice ministro Paolo Romani, Antonio Romeo che è uomo di Mario Mantovani, prossimo coordinatore regionale, Massimo Ponzoni appoggiato da Formigoni, Stefano Carugo in quota Cl e Lucia Arizzi ex An.