Regionali I liberali corrono da soli. Se il Pdl li «ignora»

I liberali hanno scelto di correre da soli alle regionali. Hanno addirittura tentato il colpo grosso chiedendo al senatore Enrico Musso di fare il loro candidato presidente, incassando un cortese, lusingato, inevitabile rifiuto. L’inizio del comunicato inviato dal vice segretario ligure del Pli, Paolo Rebuffo, suona tassativo e grave. Ma già qualche passaggio successivo e ancor più il confronto con altri liberali «storici» come Beppe Damasio, lasciano intravvedere spiragli di dialogo. Insomma la decisione «unanime» del partito sembra essere quella di un ultimo, forte appello al centrodestra perché il dialogo finalmente si apra. «Ad oggi non è prevista alcuna alleanza - recita la nota - tuttavia ove si concretizzasse un sincero e fattivo impegno su alcuni punti fondamentali del programma, un eventuale accordo politico sarebbe valutato con grande serietà e attenzione».
Damasio conferma che la speranza di un contatto costruttivo con Sandro Biasotti non sia venuta meno: «Abbiamo sempre cercato il confronto, chiediamo di non fossilizzarci sul nome da mettere in lista, sul Broglia sì o Broglia no, vogliamo andare oltre alla questione-Udc - fa sapere il rappresentante liberale - Chiedimo soprattutto attenzione su quei problemi non risolti che fanno allontanare i cittadini dal voto. Per questo chiediamo almeno un contatto con Sandro Biasotti. Altrimenti la decisione di andare da soli l’abbiamo già presa. Convinti di interpretare lo scontento di molti altri cittadini». L’allarme i liberali lo hanno fatto suonare. Nella speranza che qualcuno lo ascolti.