La Regione ai medici: «Cure agli immigrati? C’è un accordo firmato»

E' scontro aperto fra i vertici della sanità lombarda e i sindacati. Da una parte i medici di base, pediatri compresi, che hanno minacciato di non curare più gli immigrati dall'altra il direttore generale Carlo Lucchina che ieri è sceso in campo per difendere scelte e progetti della Regione. «La protesta dei medici è fuori luogo - ha spiegato Lucchina -. Proprio la scorsa settimana le stesse organizzazioni di categoria che ora stanno montando la protesta hanno firmato un accordo nel quale la Regione si impegna a fornire la copertura sanitaria degli immigrati anche tra le pause che possono intercorrere fra i vari rinnovi dei permessi di soggiorno. Non solo. In questi giorni abbiamo diramato una circolare a tutte le Asl della Regione affinché aggiornino le anagrafi degli extracomunitari in modo da avere in tempo reale la situazione di ciascuno». Una protesta tutt'altro che strumentale per i sindacati di categoria che accusano la Regione di «aver sempre disatteso la promessa di mettere mano alle anagrafi degli iscritti al servizio sanitario di base», ribatte Ugo Tamborini presidente Snami. Tanto che ieri nel documento firmato, oltre che da Snami anche da Fimp e Simi, i medici hanno chiesto le dimissioni del direttore della Asl città di Milano, Walter Locatelli. Il dito è puntato contro le trattenute delle quote degli extracomunitari sui loro stipendi per pazienti curati ma che in quel periodo (permesso di soggiorno scaduto o non rinnovato) non avevano diritto al medico di base. «Preso atto delle ingenti trattenute economiche operate dalla Asl- si legge nel documento- annunciano che qualora non vengano trovate soluzioni amministrative che evitino definitivamente in futuro indebite sottrazioni al loro stipendio, metteranno in atto tutte le manovre legittime per evitare di avere in carico questi pazienti».