La Regione allarga i cda per poi tagliare meno

Marrazzo ricorre a uno stratagemma sulla riduzione dei costi della politica

«Come Penelope: la notte disfano i provvedimenti per la riduzione dei costi della politica che propongono di giorno». Il senatore di An Andrea Augello commenta così la decisione assunta, lo scorso 14 novembre, dall’assemblea degli azionisti del Bic (Business Innovation Centre) Lazio, che ha aumentato il Cda da sette a nove componenti.
«In questo modo - dichiara l’esponente di An - Marrazzo reagisce alle disposizioni votate in Senato nella nuova legge finanziaria che, all’articolo 137, impongono la riduzione a soli tre Consiglieri d’amministrazione di tutti i Cda delle società della Regione Lazio che attualmente non ne abbiano più di sette. La stessa legge finanziaria prevede però che le società che siano composte attualmente da più di sette Consiglieri di Amministrazione ne potranno salvare cinque. E così Marrazzo, che al Bic aveva solo sette consiglieri d’amministrazione, ha precipitosamente ordinato di portarli a nove prima che il Parlamento approvi anche alla Camera le nuove disposizioni» ha spiegato il senatore Augello».
«L’occasione ci permette di esprimere le prime valutazioni sulla presunta riduzione degli amministratori pubblici nelle società della rete che fanno riferimento all’Agenzia dello sviluppo - prosegue il parlamentare -. Rispetto all’ultimo anno della Giunta Storace, si è proceduto allo scioglimento della società Promolazio mentre hanno esaurito la loro funzione e sono stati sciolti i consorzi dell’audiovisivo e dell’Ict. Ma i consorzi erano comunque destinati allo scioglimento una volta esaurite le risorse a loro disposizione. Perciò, di fatto, è stata sciolta solo Promolazio, al tempo di Storace amministrata direttamente dall’assessore Saponaro e da un dirigente di una società regionale, che ovviamente non percepivano compensi per l’incarico».
«In compenso, sempre durante le Giunta Storace - prosegue Augello -, la Filas, la Società Lazio litorale, la società Risorsa, erano tutte guidate da un amministratore unico. Con Piero Marrazzo tutte le società hanno ora un consiglio di amministrazione di almeno tre componenti. Nella società Risorsa presiede l’ex presidente del IV municipio Benvenuto Salducco (Margherita) ed è consigliere Raffaele Rizzi, uomo vicino al Presidente della Regione, già amministratore di Promolazio. Il terzo posto è coperto da un dirigente di una società regionale e perciò è a costo zero. La Società Lazio litorale è presieduta dal verde Ascenzo Lavagnini, consiglieri Silvino Recchia (DS) e Maurizio Mattei (SDI): Direttore Generale è stato nominato Romolo Guasco, ex assessore regionale della Giunta Badaloni e molto vicino a Francesco Rutelli. Infine la Filas è guidata dalla diessina Flaminia Saccà, consiglieri Pierluigi Bartoloni (Rifondazione Comunista) e Fabrizio Sacerdoti (Ex amministratore unico Filas al tempo di Storace)».
«Insomma - conclude Augello - in queste tre società si è passati da tre amministratori unici a nove tra consiglieri e presidenti, tutti nominati dai partiti e quindi retribuiti con regolare indennità, meno uno che è un dirigente dell’Agenzia dello Sviluppo e pertanto non percepisce compensi. Ho il massimo rispetto per tutti questi signori, le cui retribuzioni oscillano da un minimo di 15.000 euro l’anno (indennità massima di un consigliere del Cda, che si raggiunge percependo un gettone di 120 euro a seduta) ad un massimo di 50.000 euro, appannaggio del Presidente della Filas. Tuttavia mi pare assai difficile presentare tutto ciò come un significativo sforzo di riduzione dei costi della politica».