La Regione apre le porte ai clandestini

La Regione Liguria dà il benvenuto agli immigrati, meglio se clandestini, «tanto - è l’andazzo -, per regolarizzarli non c’è problema. Ci pensiamo noi». In mancanza di disposizioni inconfutabili da parte del vertice della giunta di De Ferrari, vale dunque il parere dell’autorevole assessore alle Politiche del lavoro, Enrico Vesco, deciso a interpretare in maniera disinvolta, molto disinvolta, le esternazioni del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Il quale, nel recente sopralluogo al Centro di temporanea accoglienza di Lampedusa ne ha detto di tutto e di più a proposito della possibilità di aprire le porte e lasciarle spalancate all’ingresso in territorio italiano degli stranieri da qualunque parte provenienti, senza neanche prendere in considerazione l’ipotesi di farli rimpatriare se mancanti dei requisiti di legge. Sulla stessa lunghezza d’onda si schiera ora, entusiasticamente, Vesco: «La proposta di una sanatoria - sostiene l’assessore in una lettera aperta allo stesso Ferrero - per gli extracomunitari già occupati che avevano manifestato la volontà di mettersi in regola è positiva e dovrebbe essere condivisa da tutti. Di fronte alla prova evidente che l'attuale sistema delle quote d'ingresso non funziona, non contrasta la clandestinità, favorisce il lavoro nero e sottrae tasse e contributi alle casse del fisco - aggiunge Vesco - la revisione delle quote d'ingresso degli immigrati rappresenta una proposta saggia e condivisibile ed è una corretta modalità per rispondere anche alla richiesta di mano d'opera straniera proveniente dalle Regioni, dalle organizzazioni imprenditoriali, dai sindacati e dalle associazioni operanti nel settore che erano state disattese dal governo Berlusconi». Non basta: secondo l'assessore, la prospettata regolarizzazione «che io stesso avevo formulato dopo aver visto le lunghe file di persone fuori dagli uffici postali, va nella direzione della lotta alla clandestinità, facendo uscire dall'ombra parecchi lavoratori invisibili». E questo primo passo del ministro «prelude a una proficua collaborazione con le Regioni per una piena condivisione delle scelte politiche».
Sono affermazioni che scatenano la reazione, composta ma fermissima, del consigliere Matteo Rosso (Fi), secondo cui «l’esultanza di Vesco per la sanatoria per gli immigrati è un’offesa per quanti di loro, con fatica e pazienza, ma nel rispetto delle regole, hanno trovato lavoro e si sono regolarizzati. Presenterò un’interpellanza urgente - promette Rosso - perché i cittadini sappiano se anche il presidente Burlando condivide l’entusiasmo del suo assessore e se si vogliono aprire le porte della nostra Liguria a immigrati non regolarizzati».