Regione assediata da mattina a sera

Antonella Aldrighetti

Il dissenso nei confronti della politica sanitaria di Piero Marrazzo continua a mantenere ininterrottamente, da oltre due mesi ormai, il ruolo di protagonista nel panorama politico laziale. Ieri il palazzo di vetro che ospita la giunta regionale è stato «assediato» dagli operatori sanitari da mattina a sera per ribadire le divergenze della categoria sulla spinosa questione delle politiche socio-assistenziali. Mentre Cigl, Cisl e Uil hanno manifestato la mattina - sollecitando l’impegno della maggioranza ulivista sulla tutela degli operatori sanitari del comparto privato - la Fials Confsal ha organizzato la protesta pomeridiana ribadendo il proprio «no» allo sciagurato taglio dei posti letto negli ospedali pubblici con l’inevitabile contraccolpo sui livelli occupazionali. Numeri alla mano, il sindacato autonomo ha lanciato pure un allarme quantitativo delle conseguenze del ridimensionamento ospedaliero nel Lazio: «Il taglio indiscriminato di circa 4.500 posti letto in tutto il Lazio, mette a repentaglio la stabilità del posto di lavoro di altrettanti operatori sanitari tra medici, infermieri e ausiliari - accusa il segretario regionale del sindacato autonomo Gianni Romano -. Si fa presto a tirare le somme: almeno 4.177 posti di lavoro sono da considerarsi ad alto rischio. Vale a dire 209 primari, 1.251 dirigenti medici, 2.090 infermieri professionali, 627 ausiliari, perché mancano misure adeguate per i processi di mobilità». Ma non è tutto qui. «A queste inadeguatezze si aggiunge anche l’incoerenza della giunta di Piero Marrazzo che dice di voler stabilizzare i precari senza però confessare - spiega Romano - che i limiti per la stabilizzazione sono fissati e imposti dalla Finanziaria Prodi. A oggi la legge impone la regolarizzazione di 7mila precari per tutta la penisola. Solo nel Lazio se ne contano il doppio».
La questione dei precari già nota al Policlinico Umberto I e al Sant’Andrea, si allarga anche agli Ifo «dove 350 infermieri, assunti da cooperative, avrebbero il diritto di essere subito internalizzati» sostiene Agostino Colapicchioni, coordinatore territoriale Fials negli Istituti di ricerca. Inoltre, dietro il taglio dei 4.500 posti letto, secondo la Fials si nasconde pure quello dei day hospital. E come questa indiscrezione ne girano tante altre. “Radio corsia” rilancia anche la voce secondo la quale il pronto soccorso del Sant’Eugenio potrebbe essere “degradato” da Dea di II livello a Dea di I livello, con il risultato di uno sfoltimento sommario di servizi sanitari e ovviamente del personale in eccesso.
Con queste premesse non è da escludere che anche stamani usciranno delle novità dalla commissione Sanità della Pisana dove i sindacati del comparto si troveranno a dover discutere l’intero progetto di riorganizzazione ospedaliera. Intanto l’unica risposta politica chiara la dà il vicepresidente della commissione Stefano de Lillo (Fi) che punta l’indice sulla difficoltà della giunta nel gestire il contesto socio-assistenziale: «I lavoratori hanno il sacrosanto diritto di avere risposte rassicuranti, ma non è una risposta rassicurante il taglio indiscriminato di posti letto né, meno che mai, la promessa della giunta Marrazzo di stabilizzare i precari dimenticando i limiti imposti dalla Finanziaria Prodi».