La Regione caccia i profughi che non ci sono

(...) A essere precisi, il piano concordato prevedeva che la nostra regione ospitasse in tutto 1.367 immigrati, quindi non è neppure vero che la Liguria abbia già fatto la sua parte. La richiesta dell’assessore era effettivamente mirata al superamento della stagione estiva durante la quale evidentemente, anche a detta della sinistra, una massiccia presenza di immigrati non fa bene all’economia locale.
Ma la lettera annunciata dalla Regione non ha neppure fatto in tempo ad arrivare all’ufficio protocollo di piazza De Ferrari per essere affrancata che già la figuraccia è stata servita a mezzo comunicato stampa. La risposta del capo Dipartimento della Protezione civile cui era rivolta ha messo a nudo le scarse conoscenze della materia dimostrate dall’assessore Rambaudi. Franco Gabrielli spiega infatti che i profughi che arriveranno venerdì a Genova da Lampedusa sulla motonave «Audacia», non si fermeranno in Liguria così come già previsto. Una preoccupazione totalmente infondata, così come le accuse rivolte ad altre regioni dall’assessore. «La Regione Lombardia, che attualmente ospita 2.538 migranti, ha già programmato un piano di accoglienza che andrà a colmare la quota stabilita in tempi rapidi e che altre regioni quali la Sicilia e la Puglia ospitano un numero di migranti superiore a quanto previsto dal piano stesso tenendo conto delle presenze a Lampedusa, Mineo, Manduria e in tutte le altre strutture di accoglienza governative presenti nel territorio», è la replica di Gabrielli.
Nessun motivo per piagnucolare, dunque. O per fare la voce grossa. «La distribuzione dei migranti in tutte le regioni d’Italia è perfettamente in linea con le indicazioni fornite durante la riunione della Conferenza Stato-Regioni del 6 aprile scorso - aggiunge la nota della Protezione Civile - Prosegue, pertanto, l’applicazione del Piano nazionale approvato di concerto con le Regioni dalla struttura commissariale, che prevede un tetto massimo di accoglienza nel nostro territorio di 50 mila migranti». Un po’ come dire che almeno bisognerebbe conoscerlo quel piano, prima di parlare.
D’altra parte una bacchettata in questo senso alla «collega» Rambaudi la rifila anche il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, che è capofila della Commissione speciale di Protezione Civile delle Regioni e Province autonome, oltreché insospettabile di simpatie filogovernative. «Non è possibile che scattino psicodrammi ogni volta che arrivano nuovi migranti - sono le parole con cui ridicolizza la rappresentante ligure - Reazioni che spesso si trasformano in dichiarazioni che forniscono un quadro non aderente alla realtà e che non contribuiscono alla risoluzione della problematica».
Doppio colpo da kappaò per la Regione Liguria. Che prova a ribaltare la frittata, facendo finta che i profughi siano stati dirottati altrove dopo la lettera annunciata dall’assessore: «La Protezione Civile ha preso atto, in mattinata, delle difficoltà anticipate con la nostra lettera», è il goffo tentativo di nascondere la figuraccia. Ma le parole con cui si chiude la nota di replica della Protezione Civile erano già fin troppo chiare e non lasciavano spazio alle interpretazioni: «Non sono di aiuto alla gestione condivisa dell’emergenza tra il Governo e le Regioni i comunicati stampa che precedono le interlocuzioni ufficiali». Un altro modo, neppure troppo mascherato, per suggerire agli assessori di Burlando di evitare in futuro interventi che potrebbero risultare un boomerang.