Regione, capricci dell’Udc Vuol contare come An e rifiuta una commissione

Il capogruppo Scotti voleva la Sanità, gli danno gli Affari Istituzionali e si dimette

Marcello Chirico

Partite. Le prime 5 commissioni regionali «ordinarie» (su 7 complessive) hanno, da ieri, i loro presidenti e si sono insediate ufficialmente. Le altre 2 lo faranno questa mattina, mentre la convocazione di quella «speciale» sullo Statuto - in mancanza di un accordo nella Cdl sull’assegnazione alle opposizioni (Margherita in pole-position, e questo non piace pure ai Ds) verrà rinviata a dopo le ferie, con un dibattito in consiglio.
Una partenza, quella di ieri, segnata però dalla vivace presa di posizione dell’Udc, rimasta (volutamente) a secco di presidenze. Il partito di Follini da giorni chiedeva quella della commissione Sanità, ma si è vista offrire gli Affari Istituzionali: al rifiuto si è aggiunta la decisione (anticipata già 24 ore prima dal portavoce Volontè) di astenersi dalle votazioni. E a nulla è servito l’atto di buona volontà degli alleati di eleggere ugualmente il capogruppo udiccino Mario Scotti alla presidenza della II commissione, poiché l’interessato - per protesta - non l’ha accettata. Dando così adito alle opposizioni di innescare una polemica parallela sulla nomina - che la Cdl ritiene provvisoria, in vista di un ravvedimento di Scotti - dell’azzurro Massimo Guarischi al suo posto. «Guarischi, condannato per corruzione, non solo non poteva essere candidato in Regione, ma non può presiedere una commissione», la protesta di Verdi e Rifondazione.
«Col voto di oggi - ha spiegato Scotti - si apre un problema di rapporti all’interno della Cdl, dove l’Udc chiede pari dignità. Invece le nostre ragioni politiche non sono state neppure considerate, e per questo mi sono dimesso». Le «ragioni» riguardano cariche non assegnate ai folliniani, «mentre ad An, che ha solo 4 consiglieri più di noi, sono stati concessi spazi spropositati» sottolinea il coordinatore lombardo (e assessore regionale) Domenico Zambetti. Che anticipa: «Adesso faremo i buoni, in attesa che si liberi in autunno la segreteria dell’ufficio di presidenza del consiglio». Attualmente occupata da Luca Ferrazzi di An. «Credo invece che l’Udc, alla fine, accetterà la presidenza di una commissione delicata e importante come quella agli Affari Istituzionali, che si occuperà della riforma elettorale, dei rapporti con la Ue e della revisione dello Statuto» la replica secca e non polemica di Massimo Corsaro, coordinatore (e assessore) di An.
Contemporaneamente, il coordinatore delle opposizioni Riccardo Sarfatti, si è espresso negativamente sia su quanto avvenuto ieri sia sulla «risposta data dalla maggioranza alle istanze dell’opposizione», compresa l’idea «evasiva e dilatoria di convocare un consiglio sui problemi dello Statuto».
Ma per il capogruppo azzurro Giulio Boscagli, Sarfatti avrebbe dovuto invece censurare i comportamenti «fanatici e giustizialisti di Verdi e Rifondazione» sulla questione Guarischi, che - come ha chiarito lo stesso Boscagli - «si era reso solo disponibile a guidare provvisoriamente la Commissione II, che è e resta dell’Udc. Verdi e rifondatori non distinguono tra condanne definitive e di primo grado, dimenticando completamente le garanzie che la Costituzione sancisce. Tutto diventa strumento di lotta politica. È in nome di questo nuovo clima di rapporti che l’opposizione chiede la presidenza di alcune commissioni? Vorremmo che i moderati della sinistra prendessero le distanze da questi inquisitori». Sulla questione Scotti è intervenuto pure il ministro Giovanardi, che ha invitato il capogruppo udiccino ad accettare l’incarico offertogli.