Regione-Cnr: un accordo da 40 milioni

Un accordo quadro tra Regione Lombardia e Cnr che prevede la dotazione di 40 milioni di euro divisi tra le parti per sostenere progetti di ricerca del Politecnico, della Cattolica e dell’università di Pavia è stato sottoscritto ieri tra il presidente della Regione Roberto Formigoni e dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Fabio Pistella. La dotazione iniziale di 40 milioni di euro (20 della Regione e altrettanti del Cnr) potrà essere integrata da risorse messe a disposizione da altri soggetti pubblici e privati. «L’accordo - ha spiegato Formigoni - favorisce la massima valorizzazione dei risultati scientifici raggiunti dal sistema della ricerca lombardo e la loro trasformazione in innovazioni tecnologiche da parte di imprese high-tech che possono nascere e crescere sul territorio nazionale. Un’iniziativa, la nostra, nella direzione del sostegno della competitività del nostro sistema economico». In pratica Regione Lombardia e Cnr «si impegnano a formulare e incrementare progetti di ricerca che siano coerenti con le aree considerate fondamentali da Regione Lombardia», quali salute, alimentazione (food), energia, ambiente, cultura e sicurezza, nell’ambito di tre settori strategici come l’Information Communication Technology, le biotecnologie, i nuovi materiali. Inoltre i partner dell’accordo parteciperanno congiuntamente alla formulazione di progetti di ricerca e sviluppo in sede nazionale, comunitaria e internazionale e favoriranno interventi di informazione, formazione professionale e Alta Formazione. Sarà il Comitato di indirizzo strategico, composto da sei membri, tre nominati dal presidente della Regione Lombardia, altrettanti indicati dal Cnr, a definire i singoli progetti concreti, che potranno essere finanziati sia dall’accordo sia in base a Piani previsti dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dalla Commissione dell’Unione Europea o da altri ministeri. «Ricerca, competitività, risposta ai bisogni» sono per Rossi Bernardi un trinomio inscindibile che trova nella programmazione regionale l’alveo concreto di attuazione, «creando rete attorno alle esperienze positive» da incrementare e mettere a sistema.