Regione, commissione statuto all’Unione

Boni (Carroccio): «Perché dare un riconoscimento a chi non ha alcun diritto ad averlo?»

Marcello Chirico

Potrebbe rappresentare un «unicum» della gestione Formigoni e, come tale, una di quelle decisioni che potrebbero dar luogo a nuove, accese discussioni all’interno del centrodestra. Ma il governatore è ancora una volta deciso a stupire, prendendo una decisione in grado di spiazzare alleati e avversari: concedere la presidenza di una delle commissioni «speciali» della Regione alle opposizioni. E non una a caso, ma quella più strategica di tutte: quella a cui è delegata la redazione del nuovo Statuto regionale. Un lavoro avviato cinque anni fa, subito dopo l’approvazione alle Camere della modifica dell’articolo V della Costituzione, ma che a tutt’oggi non è riuscita a produrre ancora nulla. Adesso Formigoni, proprio allo scopo di responsabilizzare maggiormente pure il centrosinistra sulla necessità di arrivare ad un testo condiviso nel minor tempo possibile (oltre, ed è il motivo vero, evitare un ostruzionismo feroce in aula durante il prossimo quinquennio legislativo), sarebbe pronto a concedere all’Unione la presidenza di questa commissione. Un modo anche per venire incontro alla richiesta presentata nei giorni scorsi proprio dalle sinistre, di ottenere, in questa nuova legislatura regionale, almeno il controllo di una «commissione di garanzia» che fosse di controllo e supervisione al lavoro amministrativo fatto da giunta e consiglio. Richiesta che il governatore sarebbe pronto ad accogliere nella formula di cui sopra, decisione - la sua - che in settimana sottoporrà agli alleati di governo in una riunione alla quale parteciperanno tutti i segretari di partito, i capi-delegazione e i capi-gruppo dei singoli partiti della Cdl. Lega ovviamente compresa, che appare la più contraria a concedere una presidenza - e, in particolare, proprio quella statutaria - all’Ulivo. Ma Formigoni desidera comunque parlarne a quattr’occhi, e in quella sede definire pure la ripartizione delle presidenze delle altre sette commissioni. L’ipotesi su cui si sta lavorando prevede 3 presidenze a Forza Italia, 2 al Carroccio (che ha già «prenotato» quelle su bilancio e cultura), una a testa ad Alleanza Nazionale e Udc.
«Dare la presidenza di questa commissione alla minoranza non ha senso - osserva il capo-delegazione del Carroccio, Davide Boni - perché sarebbe come dare un riconoscimento a chi non ha diritto d’averlo. Non mi risulta che finora in Parlamento ci sia mai stata una commissione alle opposizioni. A meno che questa iniziativa non rientri nelle manovre d’allargamento della Cdl, e allora bisognerebbe discuterne su altri tavoli politici». Contrario pure il capogruppo leghista Massimo Zanello, il quale dice di non condividerne neppure la motivazione. «Non credo sia giusto concedere questa presidenza alle opposizione per poterla addomesticare: penso che, a queste condizioni, non la accetti nemmeno il centrosinistra. Personalmente ritengo che la commissione Statuto debba avere una presidenza super-partes, come il presidente Fontana».

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