«La Regione condanni il Buridda»

La strategia la annunciano i due ultras dell’opposizione, Gianni Plinio e Luigi Morgillo: non perdere occasione per mettere il centrosinistra davanti alle proprie contraddizioni. La regia della prima puntata era stata del capogruppo di An, che nella scorsa seduta del consiglio regionale era riuscito a spaccare la maggioranza su Fidel Castro: da una parte Ds e Margherita a votare contro il regime cubano, dall’altra Rifondazione comunista e Comunisti italiani indignati nella loro astensione.
Martedì prossimo andrà in scena l’idea del capogruppo di Forza Italia: partire dalla solidarietà al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, contestato dai centri sociali per aver sostenuto l’arresto di tre disobbedienti da parte della magistratura, per impegnare il consiglio a «condannare ogni forma di occupazione illegale di edifici pubblici e privati» e a «predisporre tutti gli accorgimenti affinché tali occupazioni abusive non abbiano a verificarsi» in Liguria. «Se ne vedranno delle belle» annuncia Morgillo. Perché, è il ragionamento, qui non si tratta di esprimersi su una generica questione di principio, ma di prendere una posizione netta rispetto a un tema, quello delle occupazioni abusive, che a Genova è un problema concreto. La facoltà di Economia di via Bertani infatti da oltre due anni ha assunto il nome di «laboratorio sociale occupato Buridda». A nulla sono valse le proteste degli abitanti del quartiere che chiedevano lo sgombero. Né mai la maggioranza in Comune è riuscita a intervenire, stretta fra l’atteggiamento accondiscendente di Rifondazione e lo scarso potere di imporsi della Margherita. In realtà, l’allora assessore al Patrimonio di Tursi Rosario Monteleone, segretario regionale della Margherita, non si fosse fatto scrupoli a inserire l’edificio fra quelli che il Comune avrebbe messo in vendita per fare cassa. Adesso che Monteleone siede nella Sala verde di via Fieschi, c’è da credere che lui e la Margherita avranno non poche difficoltà a bocciare il documento. L’ordine del giorno porta le firme di tutti o quasi gli esponenti del centrodestra. Chiede al consiglio di dissociarsi dagli slogan urlati in quel di Bologna: «Nella città di Cofferati siamo tutti eversivi». Poi invita la Regione «a tenere l’identica fermezza e tempestività dimostrata dalle autorità bolognesi nel rimuovere gli ostacoli e nel ripristinare la legalità». La parola al centro trattino sinistra.