Regione, la Corte promuove i conti Ma avverte: «Sanità troppo privata»

PAZIENTI Negli ospedali pubblici, c’è una minor offerta di posti letto che in quelli a pagamento

Il bilancio 2008 della Regione Lombardia è sostanzialmente positivo. Nonostante la congiuntura economica sfavorevole di questo momento e nonostante la mancata adozione del federalismo fiscale. La Corte dei conti promuove la Regione guidata dal governatore Roberto Formigoni nella relazione di fine anno presentata ieri mattina. «Come tutti gli enti italiani, la crisi ha portato difficoltà, ma le risposte date sull’utilizzo delle risorse sono positive», sottolinea il presidente della sezione di controllo della Corte, Nicola Mastropasqua. Soprattutto per quel che riguarda l’uso del fondo sociale europeo a favore delle fasce più deboli e per la decisione del Pirellone di investire 871 milioni di euro per interventi contro la crisi e di istituire il patto di stabilità territoriale grazie ad uno stanziamento di 40 milioni di euro. «Un primo abbozzo di finanza regionale allargata», secondo il magistrato istruttore Giancarlo Astegiano.
E però, dopo aver elencato l’efficienza della gestione finanziaria della sanità lombarda che ha ridotto i tempi di attesa per gli esami, costruito nuovi ospedali e raccolto la soddisfazione dei pazienti, la magistratura contabile esprime i propri timori per la riduzione dell’utilizzo degli ospedali pubblici a favore di quelli privati. «Non abbiamo dati che parlino di un sottodimensionamento - precisa Mastropasqua -, ma è nostra preoccupazione che l’espansione del privato potrebbe portare a un sottoutilizzo del pubblico. Per questo chiediamo alla Regione un monitoraggio attento affinché ciò non accada». Soprattutto nella fase di accreditamento delle strutture private, 14 in più nel registro regionale del 2008 rispetto al 2007. Lo stesso andamento vale anche per l’offerta dei posti letto, si legge nella relazione del consigliere Antonio Caruso, a fronte di un incremento in quelle private, diminuisce la disponibilità nelle strutture pubbliche. Da qui l’invito a un monitoraggio attento da parte della Regione «anche al fine di evitare, come recenti, isolati episodi hanno dimostrato, che le strutture private accreditate, per propria natura e vocazione finanziaria, possano perseguire un interesse meramente economico» ricorda il consigliere Caruso. Ma il sorpasso del privato sul pubblico riguarda anche i ricavi per la mobilità sanitaria, ovvero per le prestazioni a cittadini che vengono da fuori regione. Ecco i numeri: nel 2008, i ricavi per i servizi svolti con il sistema sanitario lombardo (pari a 590.315.315 euro), sono diminuiti di 5 milioni di euro rispetto al 2007. Ancora: nel 2008 il settore privato ha prodotto ricavi pari a 333.662.452 euro contro i 256.652.863 del pubblico.
L’ipotesi di un sottodimensionamento del pubblico rispetto al privato non è realistica, ribatte Roberto Formigoni. «A noi risultano altre cifre. In Lombardia, la riforma del 1997 equipara le strutture pubbliche con quelle private. Il cittadino non sa se sta andando da un pubblico o da un privato accreditato col pubblico: il cittadino sa di andare in un ospedale che funziona». Se poi c’è un aggiustamento di un qualche punto percentuale, ciò significa che le cose stanno procedendo per il meglio. «È questo l’obiettivo della riforma - conclude il governatore ricordando i 10 nuovi nosocomi realizzati nella sua legislatura e gli oltre 600 padiglioni rimodernati -: che il paziente scelga tra tutte le strutture a disposizione e che tutte siano di livello eccellente e sempre migliore».