Regione, il crocifisso spacca la maggioranza

(...) un altro ordine del giorno, dallo stesso identico contenuto, e ad appoggiare il Governo nel ricorso contro la sentenza della Corte di Strasburgo. Stessa sorte: anche questa mozione passa. Ma all'improvviso il Pd non si astiene più, si compatta e vota a favore. Il Pdl coerente vota ancora sì, mentre Rifondazione comunista, Verdi e Comunisti italiani dicono sempre no. «È ora che il presidente Burlando prenda atto che la sua maggioranza è definitivamente sfaldata - tuona a quel punto Plinio -. Il fronte del "no" ha dimostrato ancora una volta che quando si affrontano importanti temi di etica e di valori, non c'è sostegno. Il voto contrario espresso dalla sinistra radicale sull'ordine del giorno circa il ricorso contro la sentenza di Strasburgo, dimostra, ancora una volta, che non esiste più maggioranza. Cosa pensa di fare Burlando? Di presentarsi così alle prossime elezioni regionali?». Non usa mezzi termini il consigliere del Pdl, a margine della votazione che ha visto il Consiglio regionale chiamato a votare su una doppia mozione «fotocopia», per dire che il crocifisso «non è una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni».
Una rimostranza, accompagnata anche dai giovani del Pdl, che, sempre ieri mattina, si sono dati appuntamento in Regione per protestare, in maniera pacifica e compita, contro la sentenza della corte Europea, «armati» di una sola maglietta con un crocifisso disegnato e una frase: «No la nostra identità non si tocca». «Con la sentenza della Corte europea - dichiara il coordinatore Regionale dei Giovani del Pdl, Alessandro Gianmoena - si corre il rischio di erigere un muro tra un popolo con le sue radici e l'Europa come istituzione. Noi intendiamo difendere la nostra identità poiché il crocefisso è il simbolo della nostra storia e della nostra cultura». Solidale con loro, Plinio (così come anche gli altri consiglieri del centro-destra), che ha indossato il simbolo della protesta e ha aggiunto: «È puerile e fazioso il comportamento del Pd che, prima fotocopia il nostro documento, e poi, a differenza nostra, vota solo il suo che dice le stesse cose. Sembra di essere all'asilo. Stesso argomento e stesso contenuto. Ma soltanto in un'occasione il Pd si dice pronto a sostenere la causa-crocefisso. Quando vota la sua di mozione. C'è di peggio. La sinistra radicale prende le distanze dalla risoluzione del Pd - insiste Plinio -, spaccando per l’ennesima volta una maggioranza che non esiste più. Lo tengano ben presente i liguri, soprattutto quelli di estrazione cattolica al momento del voto».
A incassare un'altra bocciatura è il consigliere del Pdl Luigi Morgillo che ha chiesto alla Giunta di nominare un commissario ad acta per ripristinare la corretta gestione del ciclo dei rifiuti nella provincia della Spezia, ma la risposta dell'assessore all'Ambiente Franco Zunino è stata deludente: «La Provincia della Spezia è l'unica ad aver attuato, seppure in maniera parziale, il piano dei rifiuti, realizzando il previsto impianto per il Cdr, il combustibile da rifiuti - ha controbattuto Zunino -. Il cambiamento delle logiche di smaltimento, non più legato alla sola discarica, che ha comportato alcune difficoltà che in fase iniziale possono essere dunque fisiologiche».