La Regione dà agli immigrati le tasse dei liguri

Sorpresa. I soldi ci sono, ma non si vedono. O meglio, si vedono, ma nei posti sbagliati. Là dove, per dire, i liguri sono già stati chiamati a pagare più tasse, Ire e Irap e bollo auto tanto per citarne tre, per coprire il tormentoso debito della Sanità, ma la Regione stanzia fondi, e che fondi, chessò, per costituire una banca dati sull'immigrazione, o per ricapitalizzare Liguria Ricerche, la società di consulenze sull'andamento del mercato ligure. Il tutto mentre si decide invece di ridurre le risorse che andranno a coprire i danni delle ultime catastrofi, incendi, nubifragi, mareggiate. I conti in tasca a piazza De Ferrari arrivano da via Fieschi. Il capogruppo di An Gianni Plinio e Matteo Marcenaro della lista Biasotti ieri sono andati a spulciare la destinazione dei fondi del Fir, il fondo di investimento regionale, e hanno fatto due più due: «La giunta Burlando per risanare i conti malandati aumenta le tasse a riduce i servizi alla persona, ma tace su come verranno gestiti i fondi del Fir, creato per finanziare investimenti di valenza strategica per l’economia e la società ligure». Ed ecco dove andranno i fondi del 2006: «2 milioni di euro verranno assegnati a Filse, che li utilizzerà per ricapitalizzare Liguria Ricerche. Società di consulenze in ricerca appartenente alla Regione, alla luce delle sue ricerche guida indispensabile sull’andamento del mercato in rapporto con la posizione della Liguria necessita di un’immediata trasfusione di capitale».
Ancora, alla voce lavoro «non si desineranno 500mila euro per la creazione di una banca dati sull’immigrazione», del resto lo aveva detto alla Conferenza sull’immigrazione l’assessore Enrico Vesco, che fatta la legge la Regione avrebbe cercato le risorse per garantire i diritti degli extracomunitari. E a proposito di Vesco: ieri ha fatto appello ai media affinché lo aiutino a ritrovare Jilali Kazbouri, il marocchino che durante la Conferenza a palazzo Ducale è riuscito ad avvicinare il ministro dell’Interno Giuliano Amato, consegnandogli una busta: «Solo dopo ho scoperto che quegli incartamenti descrivevano la sua odissea burocratica, emblematica della situazione normativa sui migranti. Lo vorrei incontrare per aiutarlo» dice Vesco, per il quale Kazbouri «è ligure, visto che vive qui da 25 anni».
Tornando al Fir. Quanto al Turismo, spiccano 2 milioni e mezzo di euro destinati in parte per la ristrutturazione della vecchia stazione di La Spezia e in parte per la ristrutturazione degli immobili dell’Agenzia In Liguria, «e chissà che grazie ad un’immissione simile di fondi non si riesca pure a dotarla, finalmente, di un direttore che superi i dieci mesi di permanenza» ironizzano acidi Plinio e Marcenaro. Quanto all’area Agricoltura e Protezione civile, fanno sapere i due esponenti dell’opposizione che «alla luce degli ultimi avvenimenti, incendi, nubifragi, mareggiate, danni alle colture, si è deciso di ridurre lo stanziamento dai previsti 3,5 milioni a 3,1 milioni».
E dire che proprio ieri il presidente della provincia di Imperia Gianni Giuliano ha comunicato che venerdì prossimo il consiglio dei ministri dichiarerà lo stato di calamità naturale per i Comuni colpiti dal nubifragio. la situazione è così grave, laggiù, che, avverte Giuliano, «il dipartimento della Protezione civile sta predisponendo un’ordinanza che prevede, tra l’altro, la possibilità, per i Comuni colpiti, di derogare al Patto di stabilità che anche in questo caso specifico imbriglia i poteri di spesa delle amministrazioni locali».
La destinazione dei fondi dei Fir, attaccano Plinio e Marcenaro, è tanto più preoccupante perché la giunta sta pensando di inasprire ulteriormente Ire, Irap e bollo in caso di fallimento del piano di riorganizzazione sanitaria. E a proposito del deficit della sanità, ieri Plinio ha chiesto al presidente della Regione Claudio Burlando di fare una comunicazione urgente al consiglio regionale sullo stato del deficit sanitario, che risulterebbe essersi ulteriormente aggravato nel corso del secondo semestre 2006 fino a circa 350 milioni di euro. Plinio ha anche informato di aver trasmesso a uno studio legale - di concerto con un Comitato di cittadini per la salvaguardia dell’Ospedale «San Nicolò» di Levanto - la delibera dei tagli ospedalieri approvata nell’agosto scorso, ai fini di valutare il ricorso al Tar per farne decretare l’annullamento: «È necessario che Burlando dica come stanno effettivamente i conti della Sanità davanti al consiglio regionale - ha detto Plinio -. Come previsto le iniziative adottate dalla sua giunta si starebbero rivelando del tutto inefficaci e nuove stangate fiscali si prospettano ai danni dei già tartassatissimi contribuenti liguri». Se poi il tar davvero annullasse la delibera dei tagli ospedalieri, avverte Plinio che «saremmo dinnanzi al fallimento totale di tutta quanta l’Amministrazione-Burlando, che dovrebbe trarne le conseguenze». Si accettano scommesse sulle eventuali dimissioni del presidente.