La Regione dà via libera alla cannabis

La Regione Lazio non sa come porre rimedio all’enorme deficit della sanità: oltre all’aumento delle tasse (Irap, Irpef e bollo auto) ha già imposto limitazioni alla prescrizione di farmaci e di test diagnostici, ai ricoveri ospedalieri e taglierà migliaia di posti letto. Ma le ristrettezze dovute alla necessità di risparmiare non impediscono al centrosinistra di approvare una mozione per consentire la distribuzione nella nostra regione e l’acquisto cumulativo (sic!) di un farmaco a base di cannabis. Per un voto, 15 a 14, passa la mozione per la favorire l’uso nel Lazio del Bedrocan, il farmaco composto da cannabis e per sostenere una disciplina legislativa per la sperimentazione terapeutica della «cannabis indica». Con il voto contrario dei consiglieri presenti della Margherita e del centrodestra, ma quello a favore del resto della maggioranza, l’atto è stato conseguente a un acceso dibattito politico tra gli esponenti del Consiglio di via della Pisana. Il Bedrocan, farmaco di origine naturale composto da canapa, ha ottenuto una certificazione biologica del Ministero della salute olandese. La mozione prevede la promozione di «una forte azione istituzionale nei confronti del ministero per la Salute, anche con accordi di programma o protocolli d’intesa tra la Regione e lo Stato» per «agevolare le procedure d’importazione del farmaco Bedrocan e la relativa distribuzione presso le strutture sanitarie, a promuovere un’azione di indirizzo presso i medici di base, le Asl e a richiedere al ministero della Salute la predisposizione di un bollettario per favorire le richieste all’acquisto cumulativo di Bedrocan». Nella mozione è prevista anche un’attività a sostegno di «una disciplina legislativa in corso di definizione per la sperimentazione ad uso terapeutico della cannabis».
Immediate le reazioni nel centrodestra. «Stiamo superando ogni ragionevole limite - si indigna il senatore Cesare Cursi, responsabile nazionale del settore Sanità di An e membro dell’Esecutivo - . Esistono norme precise nella nostra legislazione che stabiliscono tempi, dosi massime e modalità di somministrazione di prodotti stupefacenti da utilizzare per alcune terapie. Ho l’impressione che la Regione Lazio voglia fare da apripista su un provvedimento destinato a favorire un uso indiscriminato della cannabis, checché se ne dica». «Siamo di fronte a un vero e proprio “attentato” alla vita - spiega ancora Cursi - perché in questo caso la frenesia della sinistra punta alla diffusione generalizzata della droga con il ridicolo pretesto di asseriti benefici per alcune malattie e, quel che appare ancora più grave, senza nemmeno attendere i risultati della sperimentazione scientifica. Questa - il vicepresidente della commissione Sanità del Senato - è la dimostrazione lampante del fatto che alla base della mozione approvata dalla maggioranza di Marrazzo c’è soltanto una motivazione ideologica, che non ha nulla a che vedere con la medicina o con la sperimentazione scientifica».
«Presentare la cannabis come un farmaco dalle portentose proprietà terapeutiche - rincara la dose Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia e presidente della Consulta etico-religiosa - è il cavallo di Troia, lucidamente individuato dalla sinistra antiproibizionista, per arrivare alla legalizzazione di hashish e marijuana. Che sono droghe, nient’affatto leggere. Si vuole insomma raggiungere un obiettivo meramente ideologico ammantandolo di aspetti medico-scientifici».