«La Regione deve intervenire sull’emergenza rom»

Rita Smordoni

Forza Italia rilancia la legge regionale sui rom del 1985, dopo le opportune modifiche per adeguarla ai tempi, e ne chiederà il rifinanziamento nella prossima e ormai imminente sessione di bilancio. Ad annunciarlo è il capogruppo degli azzurri, Alfredo Pallone. «È una legge all’avanguardia, purtroppo nessuno l’ha presa in considerazione. Parla di interazione e non di integrazione, e la distinzione è importante. Parla di formazione al lavoro, di finanziamenti, di attività artigianali che i rom possono esprimere attraverso la loro cultura».
In 20 anni a Roma è stata mai applicata questa legge?
«No, il Campidoglio sproloquia in modo superficiale di salvaguardia delle identità dei nomadi, ma non conosce neppure le norme in materia stabilite dalla Regione».
Che prevedevano, fra l’altro, precisi obblighi a carico dei nomadi, no?
«Sì, ma anche garanzie sui servizi igienici, sull’assistenza sanitaria. L’interazione con la città era assicurata in questo modo, anche a prescindere dal pagamento o meno di una quota di soggiorno da parte dei rom. I bambini, ad esempio, andrebbero oggi sicuramente seguiti da un programma sanitario costante. Per evitare, se non altro, malattie contagiose. Invece sono abbandonati completamente a loro stessi».
La consulta regionale sui rom si è mai riunita? O perlomeno si è mai formata?
«Mai. La Regione con Marrazzo vara una consulta al giorno, di questa che sarebbe invece utilissima non se ne parla. Io invece proporrò che questa consulta si formi anche per interagire con il Comune di Roma».
L’impressione, però, è che il Campidoglio sia un po’ sordo in materia.
«È vero, ma tocca alla Regione far rispettare le norme e sarà Forza Italia a proporre il rilancio della legge. Ne parlerò intanto con l’assessore ai servizi sociali. Bisogna adeguare le normative ai tempi, naturalmente. Ma è inaccettabile che una buona legge come questa resti relegata negli archivi informatici della Regione, del tutto inapplicata».
In pratica?
«In pratica chiederemo il rifinanziamento della legge. Bisogna prevedere attraverso la consulta la scelta di aree idonee per la sosta, ad esempio. Non come adesso, con occupazioni selvagge. Se lasciamo tutto al caso, è normale che ci sia una pessima ricaduta igienico-sanitaria sul territorio. La noncuranza dell’amministrazione pubblica, in questo caso del comune di Roma, è inaccettabile».